MERCATO DI LUSIA, MARZO DA DIMENTICARE. IL MALTEMPO INCIDE SUI PREZZI

Dopo un febbraio sottotono sia a livello climatico che commerciale marzo è iniziato ancora peggio al mercato di Lusia (Rovigo). Da subito il mese in oggetto è stato interessato da una pesante nevicata che ha rallentato e per alcuni giorni fermato l’attività in campagna. Le piantine messe a dimora da pochi giorni hanno subito uno stress che è stato attenuato per fortuna dal tessuto non tessuto che opportunamente i produttori stendono sul terreno nel periodo invernale a protezione di eventuali gelate. Per le aziende agricole invece che non erano riuscite ad effettuare il trapianto nel periodo di fine febbraio, non hanno potuto farlo fino a metà marzo a causa della neve prima e delle successive piogge che hanno impedito l’entrata nei campi. Le piantine per settimane sono state parcheggiate nei capannoni o nelle serre in attesa di alcune finestre di bel tempo. “Tutto questo variare “obbligato” della programmazione si trasformerà per la nostra zona, ma anche per le zone limitrofe, in un ritardo notevole nella produzione con un calo delle quantità, per arrivare sicuramente da aprile ad un periodo di mancanza di prodotto”, spiegano da Lusia.

“In mercato nei giorni successivi alla nevicata abbiamo registrato un calo dei volumi, in quanto risultava difficile entrare sul terreno per raccogliere gli ortaggi. Passato lo spauracchio del maltempo si è tornati ad un valore quasi normale di approvvigionamento di prodotto. A livello di prezzi, nonostante i danni provocati nelle campagne dal maltempo (freddo, gelo e neve), le quotazioni non hanno subito aumenti, anzi per molti prodotti si è assistito ad una flessione rispetto alle quotazioni di marzo 2017.

Infatti, si registrano ribassi dei prezzi per l’aglio, sia lavorato in grappolo che in treccia. Il prodotto che in questo periodo si trova in sosta nelle celle frigorifere delle aziende agricole e conferito in mercato secondo richiesta, non ha riscosso un grande successo da parte della domanda. Stesso discorso per la bieta da costa e la bianca di Milano dove i prezzi sono stati in flessione nonostante le disponibilità limitate.

Fino alla terza settimana di marzo le quotazioni per le carote con foglia sono risultate stabili, mentre hanno teso al rialzo le defogliate in quanto la richiesta è stata più pressante verso questo tipo di lavorazione. Dopo la terza settimana, con una scarsità di prodotto e una intensa richiesta anche dall’estero le quotazioni per il tipo con foglia sono aumentate fino a toccare punte di un euro e settanta/kg.

Cavolfiori e cavoli cappucci sono stati interessati da una buona richiesta e le quotazioni hanno teso verso l’alto. Si registrano per questi prodotti un consistente calo dei volumi commercializzati. Verso fine mese con un aumento dell’offerta le quotazioni hanno subito un assestamento al ribasso.

Male l’andamento commerciale per le lattughe caratterizzate da un calo delle quotazioni e dei volumi. Il poco interesse da parte della domanda e causato da una consistente offerta di lattuga nei mercati di altre piazze e venduta molte volte a prezzi di sottocosto. Solo verso la fase finale del mese la cappuccia, la romana e la brasiliana hanno realizzato prezzi superiori a quelli di marzo dello scorso anno.

Continua il periodo negativo per porro e prezzemolo che, malgrado i volumi in ribasso non riescono a realizzare prezzi adeguati, nonostante la buona qualità.

Sottotono il comparto del radicchio con quotazioni che oscillano in negativo dal 30 al 50% rispetto ai prezzi realizzati a marzo 2017. Si evidenzia inoltre una flessione delle quantità per tutte le tipologie.

Ha registrato un mese sottotono il sedano verde, dove la domanda era disposta ad acquistare il prodotto solo a prezzi tendenti al ribasso. Anche il tipo bianco, presente da metà mese, ha realizzato quotazioni in flessione rispetto a quelle realizzate a marzo del 2017.

Dei dieci prodotti presi in esame, si registra una flessione dei volumi scambiati abbastanza sostenuta per i cavolfiori e la lattuga cappuccia. Sempre in negativo ma con una percentuale minore troviamo le carote con foglia e la lattuga gentile. Stabili risultano i volumi movimentati per il sedano verde mentre sono stati in positivo le tonnellate commercializzate per la bieta, la catalogna, i cavoli cappucci, il porro e il radicchio rosso.