PREVISIONI PESCHE, EUROPECHE LASCIA IL MEDFEL (MA RIMANGONO LE ALBICOCCHE): “DIVENTERÀ ITINERANTE”

Europeche lascia il Medfel, almeno in parte. L’edizione 2018 che segna il traguardo del decimo anniversario della fiera di Perpignan che chiuderà i battenti oggi, sarà infatti l’ultima che ospiterà il tradizionale convegno previsionale sulle pesche.

“Nella riunione di ieri (25 aprile, ndr) – ci ha raccontato Eric Hostalnou, che coordina il comitato di Europeche – in cui si sono incontrati i rappresentanti dei quattro Paesi europei produttori di pesche, abbiamo optato per una soluzione di compromesso. Le previsioni sulle albicocche e sull’altra frutta estiva come ad esempio i meloni, saranno ancora legate al Medfel mentre le previsioni sulle pesche diventeranno un evento itinerante che si terrà ogni anno in uno dei quattro Paesi del comitato e non sarà necessariamente legato ad un evento fieristico”.

La data individuata al tavolo del comitato, per potere avere delle previsioni di mercato sufficientemente sicure è tra il 15 ed il 20 maggio anche se, come suggerisce Hostalnou “per quel periodo la campagna è già iniziata e quasi tutti i contratti sono già stati chiusi per cui la funzione delle previsioni verrebbe in un certo senso parzialmente svuotata come ruolo di guida per gli operatori del mercato”.

Tuttavia la decisione è stata approvata da tutti i membri di Europeche che, anche quest’anno per il terzo anno consecutivo, non sono riusciti a fornire previsioni di mercato per la consueta presentazione in programma questa mattina.

All’appello c’erano infatti i soli dati della Francia. Mentre mancavano quelli spagnoli, specialmente per la mancanza delle previsioni sulle varietà tardive prodotte in Catalunya o, a parità di longitudine, quelle dell’Emilia-Romagna che rappresenta il cuore della produzione italiana.

“I dati previsionali completi di Spagna e Italia – ci ha anticipato Elisa Macchi, direttrice del Cso di Ferrara reduce dalla riunione del comitato di Europeche – saranno diffusi durante il Macfrut in programma a Rimini dal 9 all’11 maggio in un convegno che l’organizzazione della fiera sta costruendo intorno a questo frutto e che potrebbe sfociare, in futuro, in una sorta di giornata internazionale della pesca come quella che debutterà quest’anno per l’asparago o come già stato fatto, in passato, per le pere con Futurpera”.

Mentre per quest’anno bisognerà attendere la fine di maggio per avere i dati previsionali completamente aggiornati con la presentazione prevista nella provincia catalana di Lleida, l’evento è previsto per l’anno prossimo, che inizierà a diventare itinerante e a data unica che sarà individuata nella terza settimana di maggio. Un periodo in cui, solo l’Italia, tra i quattro Paesi aderenti ad Europeche, ha una fiera di settore, Macfrut, sempre naturalmente, a patto che Piraccini, patron della kermesse di Rimini, decida di posticipare la fiera di una settimana.

Per gli altri Paesi i tradeshow sull’ortofrutta sono in periodi lontani. Medfel si tiene ad aprile con data bloccata per via dell’interesse delle altre filiere estive come quella delle fragole e delle albicocche. Mentre Fruit Attraction si svolge ad ottobre.

L’unico Paese a non avere una fiera di settore è la Grecia anche se non è escluso che, vista la massiccia espansione delle superfici ortofrutticole anche delle pesche, non ne organizzi uno che, però, vada in concorrenza con il Macfrut ma che, per contro, possa offrire nuovi canali nei mercati di sbocco ad est sui quali il Paese ellenico si sta aprendo e dove al momento l’Italia è di fatto esclusa.

Insomma le previsioni sulle pesche saranno, d’ora innanzi, un evento itinerante slegato, in linea di massima, da eventi fieristici e i singoli Paesi interessati sceglieranno di volta in volta il capoluogo che lo ospiterà.

Mariangela Latella

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