FRUTTA ESTIVA EUROPEA, CAMPAGNA IN RITARDO DI 15 GIORNI, PREZZI SOSTENUTI

Campagna in ritardo di almeno due settimane per tutta la frutta estiva e prezzi attesi superiori anche del 20% per via della mancanza generalizzata di prodotto (pesche, nettarine, albicocche meloni e angurie registrano volumi in calo) e per una domanda, per contro, sempre più vivace anche per la voglia dei consumatori di buttarsi alle spalle con i sapori della bella stagione, il lungo e freddo inverno di quest’anno.

Questo è il quadro generale che emerge dall’incontro con gli operatori che al Medfel di Perpignan, appena concluso, hanno ‘scaldato i motori’ alla vigilia della stagione.

“Il freddo che si è registrato, negli scorsi mesi, in tutte le regioni produttive – spiega Claude Poveda (nella foto), responsabile commerciale dell’azienda occitana Royal, con base dentro l’hub di Saint Charles -, non solo europee ma anche nord-africane, sta facendo iniziare la campagna delle pesche, e di tutta la frutta estiva, con un certo ritardo. Per le pesche spagnole ad esempio, è stimato mediamente di dieci giorni. A Murcia, ad esempio, dove normalmente in questo periodo, si inizia a raccogliere, se tutti va bene, tra quindici giorni. Per Siviglia, invece, il ritardo è stato di otto giorni”.

Slittamento in avanti anche per le produzioni estive del Marocco che, nei mesi passati è stato colpito da significativi eventi piovosi che hanno determinato anche un calo dei volumi sul mercato con la conseguenza, ad esempio, che l’apertura della stagione magrebina delle pesche andrà ad accavallarsi con quella spagnola.

Lo stesso dicasi per la campagna dei meloni e delle angurie che a causa delle piogge di fine gennaio che hanno interessato il sud dell’Europa e il Nord-Africa, parte in ritardo con i primi meloni marocchini che arrivano in questi giorni, con pezzature più piccole rispetto alla media, quando normalmente è marzo il mese clou della raccolta nordafricana e almeriense.

Si riducono le superfici coltivate a melone verde (circa 300 ettari in Almeria in costante riduzione) a favore delle varietà gialle che hanno produzioni stabili a Murcia e Alicante che sono interessate, però da seri problemi di mancanza di acqua.

“Stiamo cercando di capire se il problema della siccità spagnola e nordafricana – afferma Catherine Taussig di Aprel, l’Associazione provenzale per la ricerca e la sperimentazione in campo vegetale –sia congiunturale o strutturale. Di certo sta determinando un cambiamento nella geografia delle coltvazioni, spostando ad esempio a nord, le coltivazioni di meloni che quest’anno partono con una campagna piuttosto lenta e cali di volumi generalizzati. Per questi motivi c’è da attendersi una maggiore presenza di meloni francesi sul mercato soprattutto a luglio e agosto quando le produzioni del sud Europa e del Marocco non saranno più presenti sugli scaffali”.

Una presenza, quella dei vicini di oltralpe, che però potrebbe anche non reggere le aspettative del mercato data la forte riduzioni delle superfici coltivate a melone diminuite di complessivi 900 ettari nelle coltivazioni occidentali del Paese.

La riduzione delle quantità di albicocche prevista intorno al 30% in meno su scala europea, sembrerebbe, secondo le stime degli operatori presenti al Medfel, potersi riflettere anche per il comparto delle pesche e delle nettarine anche se, ad oggi, non sono stati ancora diffusi i dati previsionali ufficiali di Europeche per Spagna (che però ha compensato con delle cifre diffuse dal ministero dell’Agricoltura), Italia e Grecia.

“La carenza di pesche – chiarisce Christelle Sanchez, responsabile del mercato italiano per l’esportatore francese Marquillanes che proprio quest’anno ha inaugurato una sezione dedicata all’export verso il mercato italiano – è acclarata anche se è ancora presto parlare di volumi. Questo ci fa ben sperare per l’andamento dei prezzi che secondo le nostre stime, potrebbero salire anche del 20% in più rispetto all’anno scorso. Da alcuni contatti con compratori italiani del Caat di Torino, o da Udine oppure da Cesena, percepisco che il mercato sta iniziando a vivacizzarsi a fronte di una carenza importante di prodotto nazionale. C’è voglia di buttarsi alle spalle i prodotti di un inverno lunghissimo e di fare arrivare i sapori estivi sulle tavole per cui i buyer stanno cercando prodotto all’estero. Il discrimine, per quanto riguarda l’Italia, lo fanno i calibri che devono essere grandi”.

Mariangela Latella