FRUTTA TROPICALE, BOOM DI CONSUMI. AVOCADO E MANGO SUGLI SCUDI

Negli ultimi dieci anni (2007-2016) il consumo di frutta tropicale in Europa ha registrato un vero e proprio boom; una tendenza nota e sotto gli occhi di tutti, tanto da spingere gli organizzatori del Macfrut

“Un tipo di approccio al cibo più salutare e l’evidente propensione alla sperimentazione culinaria legata a culture differenti sono alla base del boom di consumi di frutta tropicale degli ultimi anni. Le nuove tecniche di produzione, il maggior controllo qualitativo, il miglioramento della conservazione, del packaging e della logistica hanno fatto il resto: di pari passo all’incremento della qualità proposta è nettamente aumentata l’affezione del consumatore a questa categoria di prodotto. Una serie di ragioni che ci ha indotto ad organizzare il congresso, quest’anno dedicato ad avocado e mango”. Esordisce così Renzo Piraccini, patron del Macfrut, ad apertura dei lavori del Tropical Fruit Congress, in programma oggi e domani nelle kermesse di Rimini.

A dare nel concreto la dimensione di tale tendenza è stata la direttrice del CSO Elisa Macchi. In Europa nel 2016 il consumo di frutta tropicale si è concentrato per il 62% tra Regno Unito (20%), Germania (18%), Italia (11%), Francia (9%) e Olanda (5%). Per quel che riguarda le tipologie, a farla da padrona banane e ananas rispettivamente con il 73 e l’11% degli acquisti, seguite da avocado e mango con il 5 e il 4%. Nonostante la quota ancora limitata, il trend mostra un tasso di crescita dal 2007 al 2016 di tutto rispetto con un incremento del +146% per gli avocado e del 56% per il mango. Restringendo l’analisi per singolo paese la propensione è la medesima: in Italia nel periodo in esame si è registrato un +261% delle vendite di avocado e un +98% per quelle del mango; in Germania le percentuali sono state rispettivamente del 175 e del 56%; in Francia del 42 e del 76%; mentre in Olanda nel 2016 si sono consumate 43 mila tonnellate di avocado e 52 mila di mango.

“Un evidente trend al rialzo in termini di consumi che accomuna tutti i Paesi europei e che va in controtendenza all’andamento delle performance registrate dalla frutta non tropicale, indicativamente in stagnazione in tutte le nazioni Ue. Unica eccezione l’Italia dove dal 2014 si registra un leggero incremento di tale indice ma con percentuali nemmeno lontanamente paragonabili a quelle registrate per mango e avocado”, conclude Macchi.

Chiara Brandi