DETTAGLIO, CRESCE LA VENDITA DI ORTOFRUTTA (+4%): “OPPORTUNITÀ COGLIENDO I SUGGERIMENTI DEI CONSUMATORI”

In crescita del 4% la vendita al dettaglio di frutta e verdura. Secondo i dati Istat elaborati da Fida, la Federazione italiana dei dettaglianti di Confcommercio, nel 2017 (dati Istat confrontati al 2016) ha riguardato 17mila negozi specializzati in tutt’Italia che impiegano più di 31mila addetti, quasi il 20% di tutto il dettaglio specializzato nel settore alimentare.

Complessivamente i tradizionali fruttivendoli italiani, nel 2017, hanno venduto 1,86 milioni di tonnellate di ortofrutta arrivando a ricoprire una quota di mercato del 22%.

“Il 36,8% dei consumatori italiani – ha spiegato Livio Bresciani (nella foto), vice-presidente di Fida nel corso del convegno “Le opportunità del dettaglio specializzato”, organizzato da Fida in collaborazione con Italmercati a Macfrut – si rivolge al negozio specializzato per gli acquisti alimentari che è il terzo canale distribuivo dopo i supermercati, 56,5%, e gli iper, 50,8%. Questo dato ci dimostra che il nostro canale è ancora molto importante per l’approvvigionamento alimentare delle famiglie. E questo nonostante nel tempo si sia ridisegnato il profilo del consumatore che oggi è caratterizzato da nuclei familiari sempre più ristretti ed è più difficile da fidelizzare”.

Il quadro demografico è quello di una popolazione in costante calo (-76mila abitanti nel 2016) e di un progressivo innalzamento dell’età dei consumatori al punto che oggi gli over 65 rappresentano il 22% del totale contro il 10% del 1960.

Dopo il picco dei consumi registrato nel biennio 2013-2014, che ha causato la chiusura di oltre 5mila esercizi in tutto il Paese, dal 2016 gli acquisti ortofrutticoli hanno iniziato la risalita che si è consolidata anche nel 2017.

Oggi la frutta rappresenta il 9,1% della spesa degli italiani in prodotti alimentari e il suo consumo è cresciuto del 2,7% tra il 2015 e il 2016 e del 4,5% tra il 2016 e il 2017. Gli ortaggi rappresentano il 10,4% del paniere e, se nel biennio 2015-2016 il loro acquisto è diminuito dello 0,4%, nel 2017 ha visto una crescita del 4%.

Oltre ai canali tradizionali, nel periodo preso in esame, sono subentrati nuovi operatori della distribuzione che, seppure con quote ancora basse, hanno contribuito a fare da volano alla crescita dei consumi. Stiamo parlando dell’acquisto diretto dal produttore (5,5% del totale degli acquisti) e l’acquisto in remoto, e-commerce o via telefono (3,3%).

“Il consumatore di oggi – continua Bresciani – è iper-informato attraverso i social, i blog, i forum dove egli stesso pubblica recensioni su prodotti e luoghi di acquisto. Anche per questo è difficile fidelizzarlo. Non solo distingue tra fare la spesa, ossia basarsi su regole di efficienza e risparmio, e fare shopping, ossia cercare esperienze di acquisto che determinino il suo coinvolgimento attraverso emozioni, piacere e svago. È anche orientato verso gli acquisti multicanale. Ad esempio utilizzando internet per la scelta e le informazioni sui prodotti e poi recandosi nel punto vendita per l’acquisto vero e proprio; oppure acquista on line e ritira in negozio oppure sceglie la consegna a domicilio. In questo senso, oggi, noi dettaglianti, dobbiamo accogliere i suggerimenti di questi consumatori specializzati che molte volte sono loro che insegnano a noi le ultime novità”.

Cambiano anche i luoghi della spesa. Favoriti i punti di transito e aggregazione mentre i punti di vendita diventano luoghi di incontro ed intrattenimento. Attraverso la crescita dell’e-commerce, anche la casa oggi diventa un luogo di acquisto mentre perdono peso sempre di più i cosiddetti shopping mall, ossia i centri commerciali. Basti pensare che negli Usa, che vanta un sistema distributivo all’avanguardia, nel 2017 hanno fallito 50 catene e si prevede che altre 25 chiuderanno i battenti nel 2018. A ciò vanno sommati i ben 21mila negozi che in questi due anni hanno chiuso i battenti. Sono dati importanti ma che schiudono opportunità interessanti per i nuovi operatori del mercato, come quelli del settore dell’e-commerce. Emblematico l’acquisto di Whole Foods Market da parte di Amazon.

Mariangela Latella