PATATE, ROMAGNOLI: PROGETTO CON LEGAMBIENTE PER CONSUMARE MENO ACQUA

Ridurre la quantità di acqua utilizzata in agricoltura, diminuendo in modo considerevole l’uso dei concimi e degli antiparassitari, e diminuire le emissioni di anidride carbonica: questi gli asset alla base della collaborazione tra Romagnoli F.lli Spa, tra le principali realtà italiane attive nel settore della lavorazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, e Legambiente Onlus.
Il progetto Patata di campo di filiera Laiq – Legambiente per l’agricoltura italiana di qualità, lancia la prima filiera orticola di patate di alta qualità coltivate con sistemi irrigui a ridotto consumo di acqua. La sperimentazione, partita nel 2014, basata sull’adozione di impianti di irrigazione a bassa pressione e ad alta efficienza – è stata poi implementata dall’introduzione di tecniche agronomiche finalizzate alla riduzione nell’uso di sostante chimiche di sintesi – nel tempo ha preso il via con una prova di comparazione fra due appezzamenti di terreno simili per tipologia e per operazioni meccaniche e colturali di base, ma irrigati con sistemi diversi: ad alta pressione e a bassa pressione ad alta efficienza, nel comune di Budrio (Bologna) e Monistirolo (Ferrara).
“I cambiamenti climatici già in atto spingono a cercare con urgenza soluzioni in grado di far fronte alle dinamiche che si prefigurano – commenta Giulio Romagnoli, amministratore delegato della Romagnoli F.lli Spa – Nel mondo 4 persone su 10 non hanno acqua a sufficienza e si va verso un incremento della domanda idrica complessiva, sia agricola sia civile, a fronte di una riduzione della disponibilità idrica totale. In tale scenario, operare in termini di sostenibilità significa impegnarsi concretamente nell’implementazione di innovazioni in grado di impiegare in maniera efficiente le risorse idriche e ridurre la produzione di anidride carbonica. E’ un atto di responsabilità verso il pianeta che non può più essere rimandato”.
Il progetto ha messo in luce come l’irrigazione a bassa pressione ad alta efficienza risulti premiante sia in termini di produzione sia relativamente al consumo di gasolio (emissioni di CO2). In particolare, è quella ad alta efficienza a garantire i migliori risultati. Una tipologia di impianto che richiede maggiori competenze, sia agronomiche sia tecniche (in relazione all’uso di concimi solubili adatti alla fertirrigazione), e investimenti più elevati rispetto a un impianto di irrigazione tradizionale, che vengono ripagati in termini di efficienza produttiva e qualitativa, sostenibilità ambientale e quindi risultato economico.
Dopo l’avvio della sperimentazione, Romagnoli F.lli Spa ha coinvolto nel progetto alcune delle migliori aziende agricole della provincia di Bologna impegnando circa 200 ettari e producendo circa 85mila quintali di patate, riducendo del 25% i consumi idrici necessari alla coltivazione. Un metodo che ha, inoltre, consentito di migliorare la resa produttiva, grazie a un minore scarto di produzione e a una pezzatura (calibro) più uniforme.
Alla base dell’impegno della Romagnoli F.lli Spa, l’idea che per ridurre l’impatto ambientale sia necessario puntare sull’innovazione in un’ottica globale. Forte di questa visione, l’azienda ha investito nella realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 700 Kwhe, che consente di coprire il 50% del fabbisogno energetico, mentre l’impianto idrico e di depurazione consentono il riciclo completo ed il reimpiego dell’acqua utilizzata nel ciclo produttivo.
Al fine di promuovere le potenzialità delle irrigazioni a bassa pressione ad alta efficienza e fornire supporto agli agricoltori, il gruppo di lavoro che ha avviato la sperimentazione sta lavorando alla predisposizione delle linee guida per una corretta gestione delle acque di irrigazione, di un manuale informativo per l’utilizzo di tale tipo di impianti e alla definizione di un disciplinare per filiere ortofrutticole Laiq.