RICERCA, PROTOCOLLO D’INTESA TRA ITALIA ORTOFRUTTA E CREA

Italia Ortofrutta-Unione nazionale ed il Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, hanno recentemente sottoscritto un protocollo di intesa che farà da cornice alle attività di ricerca e sperimentazione promosse dall’Unione e dalle Op associate e che già nell’immediato sarà attivato per consentire il trasferimento di conoscenze e di innovazione all’interno del settore ortofrutticolo.

Il percorso intrapreso dai due partner è finalizzato a dare una risposta ai fabbisogni di innovazione espressi dal settore per accrescere la competitività dei nostri prodotti sui mercati e che oggi non può più prescindere dall’introduzione di nuove soluzioni nei processi produttivi e distribuitivi che consentano di soddisfare pienamente le richieste in continua evoluzione di un consumatore mutevole e sempre più esigente.

Partendo dal riconoscimento del reciproco interesse alle tematiche che riguardano gli aspetti agronomici, di scelta varietale, post raccolta e modelli organizzativi e distributivi, il protocollo si pone in continuità con le valutazioni emerse dallo studio commissionato dal Mipaaf che ha dettato le linee di indirizzo della nuova Strategia nazionale Ortofrutta 2018/20 e dove il difetto di innovazione è stato individuato come un elemento di debolezza del settore, tanto che il ministero per dare una risposta a tale criticità ha introdotto come obbligatoria, per il futuro, l’attivazione della misura “ricerca e innovazione” nei programmi operativi anticipando di fatto una scelta che ritroviamo anche nelle ultime proposte legislative di riforma della Pac post 2020 (in cui è attualmente prevista una percentuale predeterminata di spesa che le Op dovranno dedicare a questa misura nella messa a punto dei programmi).

“Vista l’attualità del tema, il motivo che ci ha indirizzati alla sottoscrizione di questo protocollo – afferma Vincenzo Falconi (nella foto), direttore di Italia Ortofrutta – nasce dalla volontà di scongiurare il rischio che la recente direttiva ministeriale sulla misura ricerca e sperimentazione venga vissuta non come una opportunità, ma come una imposizione e che in assenza di un approccio comune, le risorse dei programmi si disperdano nei rivoli di tante iniziative autonome e slegate tra loro, andando a minare alla base le finalità e l’efficienza della misura. In ragione di ciò – continua Falconi – l’obiettivo che come Unione ci siamo dati e che intendiamo perseguire con il supporto essenziale di una struttura di ricerca pubblica di elevatissimo profilo nazionale, quale per l’appunto il Crea, è quello di individuare alcune linee di ricerca di comune interesse per i diversi comparti ortofrutticoli, su cui focalizzare le risorse disponibili con l’intento di rafforzare i programmi di ricerca e cogliere appieno le opportunità derivanti dal trasferimento di innovazione e conoscenza all’interno del settore ortofrutticolo, leva essenziale per sostenere la competitività delle nostre produzioni sui mercati nazionali ed esteri”.

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