FRAGOLÀ, VERSO UNA STAGIONE RECORD NONOSTANTE IL CLIMA. “GDO SEMPRE PIÙ INTERESSATA”

È Attesa una produzione record per Fragolà, il brand lanciato nel 2012 dal gruppo veronese Ceradini, che quest’anno sfiora le 400 mila piante coltivate in montagna, sui Monti Lessini, nel Veronese, sotto il Comune di Velo Veronese in coltivazione fuorisuolo e in coltura protetta. Le coltivazioni si estendono su quasi 7 ettari di terreno, per un totale di 35 chilometri di filari, che lo rende l’impianto di fragole coltivate in montagna più grande d’Europa.

La raccolta di questa settima stagione è iniziata a metà giugno, sebbene la piena produzione ci sarà dalla prossima settimana. La stagione si protrarrà fino a fine ottobre. “Ad oggi – spiega Massimo Ceradini (nella foto), titolare dell’azienda veneta conosciuta prima di tutto per la produzione e commercializzazione di kiwi – abbiamo superato 28 tonnellate di fragole. L’obiettivo finale è raggiungere 260 tons di prodotto. Le aspettative sono molto buone, nonostante il clima non sia stato particolarmente favorevole. Basti pensare che pochi giorni fa negli areali il termometro ha raggiunto i sei gradi”.

I riscontri sul mercato, già buoni nelle annate passate, stanno aumentando ulteriormente. “L’interesse della gdo è in costante crescita – afferma Ceradini – e le catene distributive nazionali che hanno scommesso su Fragolà sono in aumento: ad oggi sono sette. Dopo un’iniziale diffidenza legata al prezzo – Fragolà si pone in una fascia premium – la qualità del prodotto, dal punto di vista organolettico, di gusto e visivo, è tale che le richieste aumentano, riconoscendo il valore del frutto”.

Riscontri in crescendo che ha permesso a Ceradini, solo con il progetto di Fragolà, di arrivare a circa 1,5 milioni di euro di fatturato, incidendo per circa il 30% sul giro d’affari complessivo dell’impresa scaligera. Una cifra destinata comunque a crescere ulteriormente a breve termine.

Per quanto riguarda il kiwi, Ceradini traccia un bilancio dell’annata 2017-2018. “Buone le quotazioni staccate, ma come trend di stagione è stata un’annata pessima. I pochi volumi realizzati con un calo del 22% ha generato un calo delle vendite molto più marcato che ha toccato il -40%. Da sottolineare inoltre la presenza sempre più massiccia della Grecia che ha piantato la propria bandierina su tutti i mercati di riferimento. La prossima stagione sarà il competitor di riferimento”.

Infine buone notizie dal portainnesto Sav 1, che dallo scorso anno è stato già adottato da una quarantina di aziende italiane ed estere per evitare la morìa del kiwi (leggi news). “Finora – sostiene Ceradini – i risultati sono eccellenti”.

Emanuele Zanini