INTERVISTA A TRENTESEAX ASPETTANDO IL SIAL. PROSSIMITA’ PAROLA CHIAVE DEL COMMERCIO

Il commercio al dettaglio di alimenti sta cambiando… e rapidamente. In effetti, più velocemente di come sia mai accaduto in precedenza! Strutture, organizzazioni, posizionamenti sul mercato, offerte, partership: nessun aspetto del settore è esente da questa rivoluzione in corso. “Non solo la vendita al dettaglio di prodotti alimentari sta stravolgendo i suoi modelli, ma è anche animata da innovazioni, che consolidano la sua posizione di laboratorio alimentare globale”, afferma Nicolas Trentesaux, direttore di SIAL Network, parte importante dell’organizzazione del Salone dell’Internazionale dell’Alimentazione in programma a Parigi Nord Villepinte dal 21 al 25 ottobre prossimi. Lo abbiamo intervistato.

– Ad oggi, come definirebbe la vendita al dettaglio nel settore alimentare?
“È qualcosa con cui tutti abbiamo familiarità quando andiamo a fare acquisti: oggi la vendita al dettaglio degli alimenti non assomiglia affatto a quella che era ieri. Dall’offerta dei prodotti al concept dei punti vendita fino ai metodi di pagamento e di consegna: la metamorfosi è stata nientemeno che radicale! E il fenomeno non mostra segni di rallentamento, spinto dall’appetito dei consumatori, desiderosi di cose nuove, e dall’ingenuità dei produttori, sempre all’avanguardia nell’innovazione. In effetti, il commercio al dettaglio di alimenti, ha registrato relativamente pochi sconvolgimenti negli ultimi 30 anni – a differenza di altri settori -, ed ora sta attraversando un periodo di veloci cambiamenti. Prossimità, servizio e ibridazione sono indubbiamente le parole chiave di questa rivoluzione. Dimostrativo di questo sono le classifiche mondiali dei più grandi rivenditori di generi alimentari. Ogni anno le carte vengono rimescolate, tra cui il più recente cambiamento è dato dalla crescente importanza di Amazon”.

Lei parla di ‘rivoluzione in corso: riguarda davvero tutto il mondo?
“Assolutamente! E sarai in grado di vederlo tu stesso ad ottobre, quando verrai al SIAL Parigi 2018, la vetrina del food retail a livello mondiale. Vi è una straordinaria convergenza tra i resoconti di prima mano dei nostri esperti, il feedback dei nostri espositori e dei visitatori di SIAL Network, e le informazioni derivanti dagli studi che conduciamo con i nostri partner. È davvero l’interno pianeta – in diverse fasi di progresso a seconda del Paese e del continente – ad essere interessato da questa rivoluzione in corso. È una globalizzazione del retail alimentare che si rafforza man mano che gusti e sapori viaggiano e si affermano, come dimostra il successo mondiale del burger statunitense, del sushi giapponese, della baguette francese e simili”.

– La digitalizzazione degli scambi non comporta il rischio, in definitiva, di omogeneizzare i gusti e di far perdere il legame tra consumatore e cibo?
“Direi che la digitalizzazione è un mezzo per avvicinare le persone al cibo! Perché il fenomeno principale a cui stiamo assistendo oggi nel commercio al dettaglio, è in realtà la re-umanizzazione del commercio! Ad esempio, tutte le catene di negozi stanno riducendo le dimensioni della superficie di vendita. Piccoli supermercati stanno aumentando mentre, allo stesso tempo, gli ipermercati vengono ridotti di diverse centinaia – se non migliaia – di metri quadrati. I centri cittadini stanno assistendo al ritorno dei rivenditori che li avevano abbandonati e il modello della catena di fornitura (supply chain) breve sta passando da un successo all’altro”.

La prossimità sta quindi diventando il valore fondamentale nel commercio al dettaglio di prodotti alimentari?
“Preferirei evocare la nozione di piacere! I consumatori infatti si stanno avvicinando così tanto al prodotto che incontrano sempre più opportunità di poter assaggiare il cibo all’interno dei negozi! Questo è il nocciolo della questione: la condivisione e il piacere sono tornati di moda! Si tratta di una tendenza che trova forte conferma nella comparsa delle ‘food halls’ (sale dedicate al cibo) come Eataly o lo stesso SIAL, che più che mai nel 2018 può rivendicare di essere il più grande evento di ‘food hall’ del mondo!”

– Qual è il Paese che guida la vendita al dettaglio oggi?
Ogni Paese è un modello di per sé dato che, nel campo del commercio al dettaglio, ogni regione continua a preservare le proprie tradizioni,  ricette e formule di successo. Non si fanno acquisti allo stesso modo in Canada, Indonesia, Francia o India. Detto questo, è la Cina oggi a fare strada nei mercati mondiali, rubando il ruolo alla California, che rimane in ogni caso una culla di innovazione nel settore del retail food. Il particolare punto di forza del modello cinese è la straordinaria capacità di sviluppare comunicabilità e servizi, e di impegnarsi nei confronti dei consumatori”.

Può darci un esempio di questo dinamismo cinese?
“Una delle più grandi catene di supermercati, fortemente presente nelle principali città del Paese, utilizza una app mobile ad alte prestazioni per proporre una serie completa di opzioni ai propri utenti. La si può usare per fare la spesa e averla consegnata a casa propria o al lavoro in meno di mezz’ora; la si può adoperare per richiedere ad uno chef di preparare uno o più pasti con ingredienti selezionati; oppure ci si può addirittura presentare sul posto per selezionare i prodotti, o assaggiarli in una zona di ristorazione allestita all’interno del supermercato. Questo è davvero sconvolgente, perché tutti coloro che sono coinvolti in questo successo mostrano impegno nei confronti del consumatore: in modo semplice e trasparente”.