LA STRAGE DEI BRACCIANTI, “INTERVENIRE SUBITO PER FERMARE IL CAPORALATO”

Sulla strage di braccianti nel Foggiano in cui hanno perso la vita sedici nordafricani lavoratori nei campi in due incidenti stradali a 48 ore di distanza l’uno dall’altro (leggi news), non sono mancati i commenti delle sigle sindacali e delle associazioni di categoria.

La Cia, Confederazione agricoltori italiani, commenta come questo dramma “scuota le coscienze. Bisogna affrontare le criticità con estrema urgenza. La Cia-Agricoltori Italiani pone l’attenzione sul caporalato e invita a più controlli capillari e maggiore prevenzione per debellare definitivamente questa odiosa pratica. La piaga del caporalato è in Italia un fenomeno presente, anche se circoscritto a pochissimi casi. I numeri sono lì a dimostrare il rigore della stragrande maggioranza degli imprenditori agricoli. Le ultime vicende luttuose indicano che esistono anche altre inefficienze a cui occorre dare risposte, tutte connesse al tema della sicurezza dei lavoratori e alla loro dignità. È sbagliato – conclude la Cia – creare un clima negativo nei campi, esistono gli strumenti istituzionali per perseguire chi delinque e devono essere esercitati”.

Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura si dice “colpito e addolorato” per quanto accaduto esprimendo “profondo cordoglio per i lavoratori extracomunitari morti nel foggiano. Fatti luttuosi come quelli avvenuti non devono più verificarsi, va contrastato ogni forma di caporalato e vanno date, allo stesso tempo, ai lavoratori certezze e sicurezze su logistica e trasporti”.

“É inaccettabile, però, che l’imprenditore che lavora onestamente sia accostato a chi delinque. Confagricoltura – ha continuato il suo presidente – da sempre ha denunciato i fenomeni delinquenziali, a tutela delle tante imprese che operano nel rispetto della legalità. Lo dimostrano, tra le altre cose, i quattro avvisi comuni sottoscritti con i sindacati dei lavoratori negli ultimi anni, nonché il ‘Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo’ del 2016, a cui sono seguiti accordi attuativi sottoscritti a livello territoriale. Inoltre, abbiamo introdotto, all’interno dell’ Organizzazione, codici etici che impongono agli imprenditori il rispetto delle norme sul lavoro, pena l’esclusione dalla base associativa”.

“Servono centri per l’impiego  in grado di dare risposte efficaci e tempestive alle esigenze delle grandi campagne di raccolta – conclude il presidente di Confagricoltura -. E chiediamo alle istituzioni nazionali e locali di farsi parte attiva con le organizzazioni datoriali e sindacali per una soluzione efficace alle più immediate esigenze: le condizioni di vita dei braccianti agricoli extracomunitari, anche al di fuori delle aziende, ed il problema del trasporto per raggiungere le imprese agricole. Va creato un servizio pubblico con adeguati mezzi di trasporto regolamentari”.

Anche la Copagri commenta la tragedia ricordando come questi fatti drammatici “rivelano – se mai ce ne fosse ancora la necessità – le drammatiche condizioni nelle quali sono costretti a vivere e operare i lavoratori agricoli, che non sono affatto estranee agli incidenti verificatisi, per i quali non si può pertanto parlare di fatalità”.

“Come Confederazione di produttori agricoli – sottolinea il presidente Franco Verrascina – riteniamo però sbagliato puntare il dito contro le aziende agricole, ingiustamente accusate di scarsa collaborazione, sottolineando che si tratta di una responsabilità del sistema-Paese che va condivisa con tutte le parti in causa; in questo senso bisogna affrontare la questione a 360° e lavorare sul concetto di ospitalità e integrazione e in tale ottica assicurare condizioni di vita, e di trasporto, adeguate”.

Per il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo “occorre spezzare la catena dello sfruttamento che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all’industria fino alle campagne dove i prodotti agricoli pagati sottocosto pochi centesimi spingono le imprese oneste a chiudere e a lasciare spazio all’illegalità”. Moncalvo ricorda inoltre “la necessità di una grande azione di responsabilizzazione, dal campo allo scaffale, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore. Per questo – continua Moncalvo – occorre affiancare le norme sul caporalato all’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti”.