STRAGE DI BRACCIANTI AGRICOLI IN DUE INCIDENTI NEL FOGGIANO: 16 MORTI. L’OMBRA DEL CAPORALATO

Braccianti agricoli, cronaca di una tragedia infinita. Due incidenti stradali nel Foggiano a poco più di 48 ore di distanza l’uno dall’altro ha spezzato sedici vite di persone nordafricane che lavoravano nei campi per raccogliere ortofrutta. Sabato scorso quattro braccianti a bordo di un pulmino sono morti nell’impatto con un tir carico di pomodori, sulla strada provinciale 105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri. A loro si aggiungono quattro feriti, sempre migranti, ricoverati in gravi condizioni in ospedale.

Ieri un nuovo incidente stradale, molto simile e ancora più devastante: 12 braccianti immigrati sono morti, dopo una dura giornata di lavoro nelle campagne pugliesi.

Erano in 14, probabilmente viaggiavano in piedi, stipati in un furgoncino con targa bulgara che poteva trasportare al massimo otto persone e che si è capovolto sull’asfalto dopo lo schianto: una scena apocalittica, con i corpi straziati tra le lamiere, come racconta l’Ansa.

Le vittime salgono così a sedici in due giorni.

Sulle due tragedie stanno indagando gli inquirenti per capire se gli agricoltori fossero nelle mani del caporalato.

“Sono state avviate due distinte indagini – ha precisato all’Ansa il procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro – una riguarda l’incidente stradale, per capire la dinamica e tutto ciò che può averlo causato, anche se c’è da dire che in entrambi i casi sono morti i due autisti dei pullmini sui quali erano stipati i poveri migranti. L’altra indagine è stata avviata sul caporalato”. “Stiamo cercando di individuare – aggiunge il procuratore – le aziende in cui hanno lavorato gli immigrati per verificare anche le eventuali condizioni disumane in cui lavoravano. Si stanno verificando gli orari, per vedere da che ora a che ora hanno lavorato, capire se c’è stato sfruttamento ed intermediazione”.

Oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà nel Foggiano sui luoghi della tragedia, mentre tra i vari messaggi di cordoglio non è mancato quello del ministro del Mipaaft Gian Marco Centinaio che si domanda: “Siamo proprio sicuri che la vergonga del caporalato sia stata sconfitta? In Italia non ci devono più essere schiavi”.

(fonte: Ansa; fonte foto: Ansa)