PROGNOSFRUIT, L’ITALIA DELLE MELE RECUPERA LA DEBACLE DEL 2017. CRESCE IL PIEMONTE

Dai dati emersi a Prognosfruit (leggi news), analizzando nello specifico la situazione italiana, i 2,2 milioni di tonnellate previste sono in linea con la media 2014-2016, seppur in leggero calo, segnando un -6%.

Entrando ancora più nel dettaglio e guardando lo scenario regione per regione, la situazione non è uniforme, come sottolinea anche Assomela. Gli andamenti della produzione per la stagione entrante sono diversi per le regioni italiane: recuperano la perdita dello scorso anno, attestandosi però al di sotto del pieno potenziale produttivo, sia il Trentino che l’Alto Adige. Cresce, invece, in maniera significativa il raccolto del Piemonte, guidato da nuovi meleti piantati in sostituzione del kiwi. Le altre regioni tornano a livelli produttivi paragonabili a quelli del 2016.

 

Rispetto alla situazione Europea, l’Italia presenta dinamiche varietali distintive ed incoraggianti.

Si riassesta, pur perdendo forza rispetto al periodo precedente, la Golden Delicious (-16% sul triennio 2014-2016), con una riduzione molto più marcata rispetto al quadro europeo.

Le varietà Red Delicious (-3%) e Granny Smith (-5%) si avvicinano ai livelli produttivi della media 2014-2016, mentre la Fuji riduce più marcatamente la produzione (-7%). Abbastanza stabile la varietà Cripps Pink (+4 sul 2017, -6% sul triennio considerato).

Tra la varietà maggiori solo la Gala supera il volume medio di produzione del triennio 2014-2016 (+3%). Crescono ancora le “altre varietà” che includono in particolar modo le nuove varietà club (+61% sul triennio 2014-2016), che dimostrano l’interesse dei consumatori verso le nuove proposte dei consorzi italiani.

La raccolta piena inizierà regolarmente entro la metà di agosto con le varietà e nelle aree più precoci, in linea con le ultime stagioni.

Per ora i calibri sono nella norma, la qualità dei frutti ottima e non si segnala nessun problema fitosanitario specifico. Dal punto di vista organolettico e qualitativo la situazione al momento è giudicata molto buona.

La grandine ha interessato aree piuttosto limitate, con danni leggeri, e tenuto conto dell’andamento climatico degli ultimi mesi si prevede che la quantità di mele da destinare alla trasformazione sarà certamente inferiore rispetto alla scorsa stagione e ritornerà su livelli “normali”, tra l’11 ed il 12% della produzione totale.