FRUTTI DI BOSCO: CRESCITA IN TRENTINO. STAGIONE SUPER PER LE MORE

Questa è l’estate delle more in Trentino. Tra i frutti di bosco sono il prodotto che, in questa provincia, ha fatto il salto in avanti più notevole anche se tutta la categoria è in crescita, con qualche ombra leggera per le fragole di montagna, il cui mercato è più altalenante.

Questa la sintesi di una delle aziende di lavorazione e commercializzazione dei frutti di bosco del Trentino che sta diventando un punto di riferimento per un numero crescente di produttori e di catene distributive. Ci riferiamo alla Slomp di Lavis, a 10 chilometri da Trento, i cui prodotti abbiamo notato in bella mostra, fin dall’inizio della stagione, in supermercati importanti, da Lidl a Esselunga.

La campagna commerciale è cominciata tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno e durerà fino a ottobre. I primi prodotti ad arrivare sul mercato sono stati i lamponi, seguiti da ribes e mirtilli; parallelamente sono partite le fragole. Agosto è un mese delicato anche quest’anno perché con il caldo e l’umidità la lavorazione di prodotti così sensibili e sofferenti gli sbalzi di temperatura deve seguire regole ben precise, dal campo al punto di vendita, per garantire al consumatore la qualità.

“Il mercato è più equilibrato degli anni scorsi e fino ad oggi i programmi sono rispettati”, ha detto al Corriere Ortofrutticolo Stefano Slomp, che con il fratello Ivano regge l’azienda. Il lavoro è comunque allo spasimo in agosto: le fragole di montagna hanno il loro momento centrale di raccolta ma vanno gestite con la massima attenzione, mentre tutta la produzione locale è sotto pressione perché è proprio nel periodo più caldo dell’anno che i frutti di bosco della regione vanno a maturazione. La specializzazione sostiene i fratelli Slomp nel garantire ai clienti il massimo di qualità, anche perché l’azienda non ha alternative vivendo della produzione locale e facendo pochissimo import nella contro-stagione.

Ma quali sono le prospettive? “La strada per i frutti di bosco di produzione nazionale è ancora lunga – afferma Stefano Slomp – ed ha davanti ampi margini di crescita. I frutti di bosco sono salutari e dovrebbero entrare nella dieta quotidiana. Il problema sono i prezzi. I distributori ci dovrebbero venire incontro in modo da poter offrire al consumatore la stessa qualità a prezzi più abbordabili per tutte le tasche”.