CRESCONO LE AREE PRODUTTIVE PER LA IV GAMMA. ORSERO INVESTE ANCHE NEL SUD

Lombardia, Piemonte, Puglia e Calabria, guidano il processo di espansione delle superfici dedicate a coltivazioni destinate alla IV Gamma che quest’anno è stato mediamente, su scala nazionale, del 10% rispetto all’ultima mappatura ufficiale fornita dalle elaborazioni dei professori Dario Casati e Lucia Baldi dell’Università di Milano che avevano stimato, in tutto il Paese, circa 7 mila ettari.
“In realtà – spiega a Fresh Cut News il professor Casati – non è possibile avere ad oggi un dato preciso delle superfici coltivate per la IV Gamma. Da un lato perché si tratta di dati che le aziende considerano riservati. D’altro canto bisogna tenere in conto che la misura della superficie non è neanche indicativa dal momento che nella produzione in serra, circa la metà del totale, si contano più cicli l’anno con una media di cinque/sei”.

Il boom annunciato è quello della Lombardia grazie ad una modifica della legge regionale 12/2005 che imponeva una soglia alle colture in serra del 40% della superficie coltivabile. “Nel 2017 – spiega Ambrogio De Ponti, presidente di AOP Uno Lombardia che associa il 70% dei produttori italiani di IV Gamma nonché presidente dell’OP Ortonatura leader di mercato – siamo riusciti ad arrivare ad una modifica di questa legge e la nuova norma eleva, oggi, la soglia al 70%, limitando, inoltre, la discrezionalità dei Comuni sulle autorizzazioni”.
Le province lombarde che guidano la crescita delle superfici in serra per la IV Gamma sono Bergamo e Brescia dove si registrano picchi i crescita del 30-40%. Più lenta, per contro, la crescita a Milano e Mantova.

A fronte di una sostanziale stabilità delle superfici campane della Piana del Sele, secondo polo produttivo italiano, nuovi impianti si registrano in Piemonte, specie nella zona di Alessandria e, in generale, del Basso Piemonte, grazie al processo di espansione avviato da Zerbinati, come pure in Calabria e Puglia. In quest’ultima Regione, la leva dello sviluppo produttivo è data dalla presenza del polo di ricerca sul fresh cut dell’Università di Foggia, guidato dal professore Giancarlo Colelli, intorno al quale, oltre ai campi sperimentali, si realizzano costantemente nuovi impianti, specie nel Foggiano e nel Brindisino.

“In Calabria – afferma Paolo Pisani, dell’omonima azienda agricola nel Cosentino – tra la piana di Sibari e il Lametino, una ventina di aziende ha già realizzato impianti per un centinaio di ettari ma il potenziale è ancora sotto-utilizzato, siamo al 5-10%. Soprattutto perché non ci sono partner per la commercializzazione e la trasformazione”.

Anche per questo motivo, è naufragata l’esperienza dell’azienda De Luca nel Ragusano che per due anni ha provato a riconvertire le serre di pomodoro pachino a colture di IV Gamma. “Non avendo raggiunto la quadra nei rapporti con il cliente – ci spiega i titolare, Nello De Luca – abbiamo preferito ritornare ai pomodori”. Mentre prosegue nella produzione di IV Gamma l’azienda agricola Bianco, nel Siracusano.

Il Gruppo Orsero, che da quattro anni è entrato nel settore del fresh cut di frutta per il segmento premium, collocandosi sul mercato sia come trader che come trasformatore, con un impianto presso il Mercato di Firenze (Mercafir) che serve la Toscana, sta per avviare un importante piano di espansione. “Abbiamo in programma – spiega Mattia Beda, responsabile IV Gamma del Gruppo – di espanderci in tutta Italia, realizzando diversi impianti di trasformazione specie nelle regioni del Sud che sono più difficili da raggiungere in termini logistici. Sul fronte export stiamo anche pensando di creare un canale per l’internazionalizzazione del settore sfruttando lo sviluppo del progetto sul porto di Vado Ligure unitamente al know-how e all’esperienza delle nostre sedi in Francia, Spagna, Portogallo e Grecia”.

Mariangela Latella

fonte: Fresh Cut News