SPAGNA, L’ANDALUSIA RINNOVA IL “MAR DE PLASTICO” CON SERRE PIÙ “SOSTENIBILI”

Via libera al piano dell’Andalusia (Spagna) di rinnovamento delle serre che permetterà al Sud della Spagna di ammodernare il cosiddetto “Mar de plastico”, ossia il suo immenso parco di colture protette con i finanziamenti della Pac 2014-2020 che ha stanziato complessivamente 100 milioni di euro spalmati su cinque anni.

Il bando per i primi 30 milioni (anticipo Pac) è stato lanciato nei giorni scorsi dalla Giunta andalusa. Un provvedimento che assegna la priorità alle serre più vetuste (ad esempio il modello cosiddetto di tipo ‘Parral’ o ‘Plano’) con quelle di tecnologia più avanzata che abbiano anche un sistema di produzione di energia rinnovabile.

Gli agricoltori hanno tempo fino al 28 dicembre per richiedere questi incentivi che possono arrivare a coprire il 50% della spesa prevista con un massimo di finanziamento per progetto di 200mila euro. L’impegno che dovranno dare, in cambio, è quello di conformarsi, nei cinque anni successivi all’erogazione del contributi, ai requisiti giuridici di gestione richiesti dalla normativa europea con particolare riferimento alla materia fiscale e di previdenza sociale oltre che di sostenibilità ambientale.

“Le colture intensive in serra – ha precisato la presidente della giunta andalusa, Susana Díaz – sono quelle che assicurano ai nostri agricoltori maggiore reddito oltre che elevati livelli occupazionali per tutto il territorio. Da un punto di vista economico-produttivo, inoltre, rappresentano un punto di riferimento nazionale per l’agricoltura spagnola”.

Tra le misure previste c’è il sostegno ai giovani agricoltori oppure alla modernizzazione degli impianti di irrigazione, all’ottimizzazione energetica, al miglioramento generalizzato delle serre (che, di fronte ai cambiamenti climatici, presentano grandi fattori di vulnerabilità), al controllo biologico oltre che aiuti specifici per la zona della Dehesa.

Boom di richieste con tendenza alla crescita: se nel 2017 le domande sono state 312, nei soli primi sei mesi del 2018, sono già arrivate a 352.

Grazie alla spinta di alcuni gruppi politici locali (come Podemos Andalusia) e alle ricerche effettuate dall’università di Almeria, infine, uno degli elementi innovativi che potrebbe trovare largo spazio, è l’uso di pannelli fotovoltaici per ridurre il costo dell’energia impiegata, ad esempio, nel sistema di raffreddamento o per l’illuminazione nelle giornate invernali, poco usati nelle vecchie serre perché troppo costosi.

“Anche solo coprendo l’1% della superficie in serra con pannelli fotovoltaici – ha spiegato Ángel Carreño, docente dell’Università di Almeria – si potrà soddisfare tutto il fabbisogno energetico dell’area anche grazie alla massiccia presenza di sole durante tutto l’anno con una riduzione delle emissioni di Co2 di 6 milioni di tonnellate l’anno”.

Mariangela Latella