ARANCE DALLO ZIMBABWE IN VENDITA A CATANIA. ARGENTATI: “RAFFORZARE LA FILIERA E CREARE PIANO DI SETTORE”

“Sotto casa a Catania, all’interno di un punto vendita di una importante catena della GDO, ho trovato in vendita arance Valencia provenienti dallo Zimbabwe, al prezzo di 1,79 euro al chilo. C’è sicuramente da riflettere. Quel che è certo è che dobbiamo rafforzare la filiera siciliana per valorizzare meglio le nostre le produzioni”. A dichiararlo è Federica Argentati (nella foto), presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, che sul proprio profilo facebook ha segnalato la presenze degli agrumi africani in un punto vendita della città siciliana.

“Che lo Zimbabwe venga a vendere le arance a Catania fa sorridere – continua in una nota Argentati – ma rappresenta anche un monito e uno stimolo per tutta la filiera agrumicola siciliana e italiana. Un richiamo a fare rete e sistema perché nel mondo non siamo i soli a produrre agrumi e dobbiamo crescere, migliorare, organizzarci meglio. Purtroppo la GDO fa il suo mestiere e mette sullo scaffale i prodotti di cui riesce ad approvvigionarsi con facilità e a prezzi per lei convenienti. Difficile contrastare il mercato invocando dazi e barriere, anche se sicuramente è necessario trattare condizioni di reciprocità e controlli fitosanitari stringenti sui prodotti che entrano in Italia. Quello che deve fare la filiera agrumicola siciliana, che sicuramente produce agrumi di alta qualità e super controllati, è puntare ai consumatori”, sottolinea la presidente del Distretto Agrumi di Sicilia. “Le nostre arance, in primis quelle rosse, sono uniche: dobbiamo dimostrarlo e comunicarlo in Italia e all’estero. Per questo – aggiunge – non ci stanchiamo mai di ripetere, serve un Piano di settore nazionale che punti alla valorizzazione della nostra agrumicoltura, con le misure che da tempo indichiamo, dalla fase di produzione a quella di trasformazione: monitoraggio delle produzioni, supporto alla riconversione degli agrumeti colpiti dal Tristeza Virus, controlli fitosanitari sui prodotti di importazione, capacità di aggregazione, valorizzazione commerciale, campagne di comunicazione e di educazione alimentare, indicazione di provenienza sulle etichette dei prodotti trasformati, diffusione del consumo dei prodotti freschi e trasformati dal fresco nelle scuole e negli ospedali. E in merito all’export anche di lunga distanza, Alibaba ci ha chiesto quantitativi di arance per il mercato cinese, ma ancora siamo in attesa di conferme rispetto alla possibilità di inviarle anche via aerea. Arance, limoni e mandarini siciliani sono il top della qualità, come dimostrano i marchi di garanzia Dop e Igp e le crescenti produzioni biologiche. Un patrimonio che dobbiamo riuscire a “vendere” sul mercato puntando sulla qualità”.

Sulla notizia postata sul profilo facebook di Federica Argentati non sono mancati i commenti, compreso quello di Giuseppe Guagliardi del Maas di Catania che scrive: “ A me fa riflettere il prezzo… dallo Zimbawe a solo 1,79. Questo significa materia prima, packaging, trasporto in container, importatore, piattaforma gdo e punto vendita”.