JINGOLD, KIWI ROSSO “ORIENTAL RED” NUOVO ASSO NELLA MANICA: “CONQUISTEREMO ANCHE I GIOVANI”

“Ad oggi siamo l’azienda con più varietà di kiwi in portafoglio e stiamo lavorando per svilupparne di nuove. Il nostro obiettivo è elevare la qualità percepita dell’actinidia, scrollandole di dosso l’etichetta di prodotto commodity. Per farlo dobbiamo riuscire ad offrire al consumatore un ventaglio ampio e variegato di offerta, tutta rigorosamente a marchio Jingold”. Parla così al Corriere Ortofrutticolo Federico Milanese, responsabile per lo sviluppo di nuovi mercati oltremare dell’azienda romagnola leader mondiale nel comparto dell’actinidia.

Jingold è l’unica al mondo a poter vantare ben quattro varietà di kiwi in assortimento, oltre alla versione biologica (per Hayward e Jintao), e la costante collaborazione con istituti di ricerca e università lascia intendere la grande importanza data a tale obiettivo. Circa le varietà di verde, la proposta si diversifica tra il classico Hayward e il premium Boerica, molto zuccherino (con circa due gradi brix in più rispetto alla media dei verdi) e dalla forma allungata che ben si presta ai gusti dei consumatori asiatici, disposti a pagare un surplus di prezzo fino al 20%. Non solo; dopo il successo del kiwi a polpa gialla Jintao, quest’anno è stato lanciato il kiwi rosso Dong Kong, commercialmente noto come Oriental Red, di cui Jingold detiene l’esclusiva mondiale.
“Sebbene i consumi di kiwi giallo siano ancora in piena espansione – spiega Milanese – penso che il rosso possa rappresentare la vera innovazione da qui ai prossimi 5 anni. Oriental Red sarà il nuovo giallo: è molto più dolce e al palato ha un sapore che si distingue da qualsiasi altra varietà finora conosciuta. Sotto il profilo della domanda, possiamo affermare con certezza che incontrerà pienamente il gusto dei giovani consumatori”.
Ad oggi la campagna di kiwi non è ancora terminata: per la varietà Hayward, di cui il gruppo detiene circa il 15% della produzione mondiale, si è in piena raccolta, il giallo invece è ormai giunto agli ultimi stacchi. “La stagione produttiva del Jintao – commenta il manager – è stata positiva. I calibri sono mediamente più grossi di quelli dello scorso anno ed in termini di volumi si è constatato un incremento di circa il 20%”.

Tornando a parlare del prodotto a polpa rossa, la cui finestra produttiva anticipa di qualche settimana quella delle varietà tradizionali, Milanese aggiunge: “Sebbene i numeri siano ancora molto ridotti, quest’anno sono entrati in produzione i primi impianti per cui abbiamo iniziato una prima fase di test”. Ad oggi in Italia sono a dimora un centinaio di nuove piantagioni di Dong Hong. Per vederle tutte in piena produzione sarà necessario aspettare qualche anno. Chiedendo poi maggior informazioni in merito ai test in corso, Moreno Armuzzi, responsabile marketing dell’azienda, ha rivelato: “Stiamo facendo piccole prove commerciali, per un periodo limitato di tempo e in ristrette aree geografiche. Dai primi feedback possiamo ritenerci più che soddisfatti: i nostri clienti si sono mostrati contenti di poter inserire una nuova proposta in assortimento e i risultati al consumo stanno confermando le nostre attese”.
I test riguardano il mercato nazionale, dove Oriental Red è al momento disponibile nei reparti ortofrutta di Cia-Conad, la Germania attraverso Rewe e il Regno Unito dove il kiwi rosso è in prova in alcuni punti vendita Waitrose. E per il prossimo futuro l’idea è sondare anche il mercato iberico. “Abbiamo fatto anche alcune prove Oltremare con piccoli volumi distribuiti in tutti i nostri principali mercati di riferimento: l’obiettivo”, aggiunge Armuzzi, “è fare un quadro più completo possibile delle risposte dei consumatori”.
Proprio questi piani di espansione sui mercati esteri ci riportano alla natura internazionale di Jingold: il 95% delle vendite avvengono al di fuori dei confini nazionali, di queste il 65% resta in Europa e il resto viene commercializzato in più di 30 Paesi in tutto il mondo. Tra i mercati più significativi Brasile, Stati Uniti e Asia (i mercati asiatici da soli rappresentano il 20% del venduto Oltreoceano).
Perché questa impronta tanto marcatamente export oriented? “La nostra strategia – conclude Milanese – è quella di espanderci trasversalmente in tutti i mercati assecondando i diversi trend e le specifiche richieste locali. In Italia, la domanda, sebbene forte, non è così elevata come in altri Paesi più popolosi, dove i numeri sono decisamente più grandi in termini assoluti e, soprattutto, in buona crescita. In questi mercati è più facile fare programmi di vendita e, nonostante qualche difficoltà logistica, i prezzi finali sono tali da ricompensare la distanza percorsa”.
Chiara Brandi