MELE SOTTO PRESSIONE, VANOIRBEEK (BELGIO): “MERCATO SATURO, BASTA IMPIANTI. ESTENDERE GLI AIUTI UE”

Non ha senso che la Commissione europea continui a finanziare ed incentivare la creazione di nuovi impianti quando il mercato europeo delle mele è già saturo”.

Così Luc Vanoirbeek (nella foto), segretario generale di VBT, l’associazione dei produttori ortofrutticoli belgi, esordisce quando lo abbiamo incontrato tra gli stand di Interpoma per commentare la difficile campagna di quest’anno.

“Stiamo registrando – continua – molta pressione sul mercato europeo. Ma questo dipende non tanto dai grandi volumi raccolti quanto piuttosto dal blocco del mercato russo a causa dell’embargo che è la principale causa dei problemi del settore”.

I produttori europei di mele (italiani, belgi, francesi e polacchi) si sono incontrati in fiera a Bolzano per discutere sui possibili approcci alla situazione contingente.

“Serve innanzitutto – continua Vanoirbeek – una misura nell’immediato per arginare le difficoltà di questa campagna. Nel breve periodo, entro la fine dell’anno, chiediamo che la Commissione proroghi le misure eccezionali di aiuto al comparto. Dovrebbero terminare il prossimo 30 giugno ma è necessaria una proroga di almeno un altro anno“.

A tal fine, nei giorni precedenti la fiera, i produttori belgi hanno discusso su questo punto con il loro Ministro dell’Agricoltura affinché porti questa istanza nel prossimo consiglio dei ministri di lunedì 19 novembre. “Puntiamo a creare attenzione sulla grave crisi di quest’anno e chiediamo ai nostri rappresentanti di sottoporla adeguatamente anche davanti alla Commissione Ue”.

La seconda misura su cui si è allineata la cordata dei produttori europei di mele, è di medio e lungo termine e punta allo stop a finanziamenti ed incentivi per la produzione di nuovi impianti.

“Chiediamo di monitorare la produzione europea – conclude Vanoirbeek –  soprattutto nei Paesi quali Polonia e Romania dove si continuano ad espandere le superfici. Non ci spieghiamo perché la Commissione continui a finanziare e incentivare nuovi impianti sapendo che siamo davanti ad un mercato già saturo. Su questa strada arriveremo al collasso. È una strada sbagliata e dobbiamo agire in maniera intelligente. Sarebbe più opportuno destinare quei finanziamenti alla promozione, all’innovazione, all’apertura di nuovi mercati di export e soprattutto alla riapertura del mercato russo”.

Mariangela Latella