ORTAGGI INVERNALI IN CRISI, MERCURI: “Il 20% DELLE SPEDIZIONI TORNA AL MITTENTE”

Negli ultimi 15 giorni, il 20% delle spedizioni di ortaggi sul mercato torna indietro al mittente perché reclamato. È la denuncia dei produttori italiani che fotografa in maniera eloquente la cosiddetta crisi delle verdure invernali colpite da un’ondata eccezionale di maltempo con perdite fino al 70% dei volumi e margini alle aziende agricole che, pur se in salita rispetto all’anno scorso, sono sotto di circa il 60% rispetto alla sostenibilità economica.

Mentre sul fronte della Gdo europea alcune grandi catene hanno ridotto di qualche punto percentuale (10%) il loro ricarico sul prezzo a scaffale per aumentare le liquidazioni ai produttori, in Italia si registra una maggiore difficoltà al punto tale che, in Puglia, la metà dei produttori di ortaggi registra situazioni finanziarie piuttosto ‘tese’, per usare un eufemismo.

Confcooperative accoglie di buon grado la convocazione a gennaio del tavolo interprofessionale annunciata la settimana scorsa dal ministro Centinaio perché, precisa Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza delle Cooperative Agroalimentari “potrebbe essere l’occasione giusta per ridisegnare l’organizzazione della Gdo italiana verso programmazioni che non penalizzino gli agricoltori e che si traducono, oggi, in una sorta di ‘caporalato di mercato’ sugli stessi produttori che percepiscono neanche due euro l’ora dalla loro attività”.

D’altro canto, gli agricoltori chiedono anche tavoli europei, facendo pressing su politica e associazioni di categoria, per sollecitare la costituzione di un tavolo tecnico nel quadro del dibattito sulla nuova Pac che prenda in considerazione questi rischi climatici a cui è sempre più sottoposta l’area produttiva mediterranea (Italia e Spagna in prima fila) escludendo aiuti a pioggia ma puntando su interventi mirati alle imprese che operano sul mercato. “Non ci dimentichiamo – precisa Donato Labate, della Sop, società ortofrutticola Polignanese – che l’Italia conta solo per il 5-10% sul totale dei consumi di ortaggi in Europa. Il grosso viene distribuito nei Paesi del nord ed est Ue. La situazione è drammatica se si considera che è andato perduto un quarto dei volumi delle verdure primaticce con danni sul 20% delle superfici coltivate”.

La grande umidità causata dal maltempo delle scorse settimane, unita alle temperature al di sopra della media, ha creato una vera e propria epidemia di Alternaria, un fungo che causa marciumi e imbrunimenti che ha causato il 70% delle perdite di broccoli, il 40% di cavolfiore, il 60% di finocchi e insalate.

“Tecnicamente – continua Mercuri – facciamo fatica a rispondere alle richieste della Gdo e quello che riusciamo a mandare, negli ultimi 15 giorni, viene rimandato al mittente per il 20% dei casi. Il problema è che non possiamo né piantare, perché passato il termine ultimo utile che è settembre, né procedere con trattamenti perché i campi sono ancora pieni di fango. E adesso le grandi catene cominciano a fare arrivare prodotto dalla Spagna che da 10 giorni non sta più avendo problemi con il maltempo. Tra le soluzioni che stiamo valutando come Apofoggia è la possibilità di siglare assicurazioni parametriche che rimborsano senza valutare il danno se i giorni di maltempo superano la soglia stabilita”.

Oggi, un chilo di broccoli vale 35 centesimi al produttore per il mercato. In salita rispetto all’anno scorso, ma non bastano a coprire i mancati incassi. Da un ettaro, con il calo di volumi registrati, si riescono a ricavare 900 euro ma siamo molto lontani dai 1.200 che serviranno l’anno prossimo per procedere ai nuovi trapianti.

“A questi 35 centesimi – precisa Mercuri – bisogna poi aggiungere altri 40 centesimi di lavorazione, 10 di imballaggio e 12 di trasporto. Tutti a carico dell’azienda agricola. Basterebbe che la Gdo rinunciasse al 30% del proprio ricarico di prezzo per remunerare con 20 centesimi in più gli agricoltori. Non sarebbe certo risolutivo ma varrebbe come segnale politico anche in considerazione del fatto che a scaffale queste verdure viaggiano intorno al 2,50 euro. Il tavolo interprofessionale convocato da Centinaio potrebbe essere un buon punto di partenza per riorganizzare tutto il sistema della distribuzione a cominciare dalla frequenza degli ordini che non ha senso continuare a farli giornalieri, meglio se settimanali come avviene nelle catene del nord Ue”.

La difficoltà principale nel sistema distributivo italiano è che, tolte quelle due o tre grandi catene che fanno il 50% del fatturato su frutta e verdura, il restante 50% è spezzettato in un ginepraio di insegne piccole e medio piccole, spesso ancorate ai territori, che sarebbe molto difficile mettere intorno ad un tavolo e, soprattutto, fare convergere su posizioni comuni.

Mariangela Latella