FRESHFEL IN AZIONE. COME E PERCHE’. LA PAROLA A LAUDANI

Freshfel è l’unica organizzazione in Europa rappresentativa dell’intero comparto ortofrutticolo dell’Unione, in continuo contatto con i suoi membri e le istituzioni di Bruxelles affinché vengano garantiti gli interessi di tutti gli stakeholder. Il Corriere Ortofrutticolo ha intervistato Salvo Laudani, in carica come vicepresidente dallo scorso giugno, per approfondire meglio quali siano gli obiettivi dell’organizzazione  e in che modo vengano quotidianamente perseverati.

– Dottor Laudani, Freshfel in qualità di rappresentante di tutti gli stakeholder della filiera ortofrutticola si trova spesso a dover tutelare interessi in parte contrastanti tra loro. Come affronta queste situazioni? 
“Piuttosto che difendere gli stakeholder in un particolare livello della catena, l’obiettivo di Freshfel è di collocare effettivamente il prodotto, con le sue tante risorse in tema di salute e sostenibilità, al centro del suo focus e della sua politica. La maggior parte delle questioni colpiscono il settore in modo verticale. Per questo è un vero vantaggio per il settore avere una piattaforma in cui diverse prospettive possono essere discusse in tutti i loro aspetti. Questo rende la visione di Freshfel più forte. Nei suoi quasi 20 anni di vita, la struttura ha dimostrato in numerose occasioni il suo valore aggiunto per il settore; il vantaggio di creare soluzioni che riflettano i punti di vista in tutta la catena del valore è fondamentale data la complessità delle sfide del settore e l’obbligo di competere con altri segmenti dell’agroalimentare”.

– Parlando dell’aspetto politico, quali sono i punti su cui vi concentrate?
“A livello politico, il dibattito principalmente è legato all’elaborazione delle norme di attuazione della nuova legislazione sul biologico e della riforma fitosanitaria. Il 2019 sarà importante per finalizzare il quadro operativo di queste due questioni normative. La riforma della PAC e la direttiva sulle pratiche commerciali sleali sono le altre questioni in sospeso nell’agenda dell’UE. Inoltre, Freshfel rimane molto attiva nelle questioni commerciali, affrontando i problemi di accesso al mercato per aiutare gli esportatori europei a creare nuove opportunità per mitigare le conseguenze dell’embargo russo introdotte nell’agosto 2014. Le incertezze della Brexit mantengono coinvolta Freshfel, considerando che la UE a 27 trasporta su base annuale oltre 3 milioni di tonnellate nel mercato del Regno Unito”.

– Dottor Laudani, tra i principali obiettivi di Freshfel c’è quello di monitorare i trend di consumo dei diversi mercati così da aiutare gli operatori del settore a cogliere le giuste opportunità. Quali sono le azioni che si stanno concretamente portando avanti per raggiungere tale risultato?
“I livelli di consumo di frutta e verdura fresca nell’Unione Europea permangono ben al di sotto del minimo raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questa è per i membri di Freshfel una questione di grande preoccupazione alla quale non è possibile trovare un rimedio magico. A livello europeo, in particolare, si sta lavorando a stretto contatto con la Direzione Generale della Salute e della Sicurezza alimentare della Commissione Europea (SANTE) per orientare la politica sanitaria in modo tale da spingere i consumatori verso una dieta più sana. Nel 2018, Freshfel ha coordinato con la DG SANTE una rete tematica per raccogliere nuove prospettive per stimolare i consumi migliorando le azioni a diversi livelli: economico, sociale e dell’istruzione, imprenditoriale, della comunicazione e del partenariato. Questo è stato un lavoro che Freshfel ha svolto per conto del settore con organizzazioni sanitarie e anche con le istituzioni dell’UE, con l’obiettivo di creare una forte collaborazione tra le parti. Il lavoro è inoltre sostenuto dalla Direzione Generale Agricoltura per garantire un bilancio specifico nell’ambito della politica di promozione europea per i prodotti agricoli. Questa azione ha avuto successo nel 2018 poiché un budget di 8 milioni di euro è stato messo a disposizione del settore per migliorare i benefici di una dieta sana per i consumatori europei. Al momento, la stessa linea di bilancio rimarrà disponibile per le domande da presentare nel 2019. Per quanto riguarda le domande del 2018, l’organizzazione ha avuto approvato un programma di azioni avente come target group la fascia di età 18-30 da raggiungere con i social media. A tal proposito Freshfel collaborerà con Aprifel per una campagna di tre anni che inizierà a metà del 2019”.

– Il tema della sicurezza alimentare è molto sentito e sempre  attuale a livello internazionale, anche se talvolta contrasta un po’ con i principi della sostenibilità e dell’economia circolare. Freshfel è generalmente molto attenta ad entrambe queste tematiche (da quel che mi risulta avete anche creato un gruppo di lavoro ad hoc): rispetto a questo, dunque, dal vostro osservatorio, qual è la tendenza che si va via via delineando in UE per cercare di far conciliare questi due diversi aspetti?
“Freshfel è da molti anni ben strutturata per far fronte a temi complessi in Europa come la qualità e la sicurezza alimentare. I requisiti per il settore ortofrutticolo sono sempre più stringenti. Gli argomenti affrontano sempre più temi, non solo quelli relativi alle sostanze attive e ai MRL, ma anche a biocidi, contaminanti ed additivi alimentari. Gli sforzi del settore per far fronte alle preoccupazioni della società e ridurre la dipendenza dai pesticidi sono anche all’ordine del giorno del comitato sulla Food Quality, ma passano anche attraverso progetti di ricerca ed innovazione. Inoltre, da più di due anni, Freshfel ha creato una piattaforma dedicata per discutere lungo la supply chain il tema della sostenibilità e in particolare i suoi aspetti sociali ed ambientali. Questo comitato è un esempio eccellente di forum per lo scambio delle migliori pratiche e cerca anche un maggior coordinamento tra soggetti diversi per evitare la proliferazione dei sistemi di misurazione (ad esempio sugli aspetti sociali) ma anche la valutazione e l’impatto del dibattito sulla plastica”.

Chiara Brandi