ARRIVA (FINALMENTE) IL CATASTO FRUTTICOLO. ENTRO TRE MESI IL DECRETO. E GLI ORTAGGI?

Questa volta sembra davvero essere la volta buona. Il tanto atteso catasto della frutta diventerà realtà. Il Governo lo ha infatti inserito nell’ultima manovra di bilancio, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 31 dicembre. Il tema viene affrontato al comma 666 e 667 dell’articolo 1, annunciando che è stata autorizzata una spesa di 5 milioni (2 milioni per il 2019 e 3 milioni per il 2020) per “l’istituzione di un catasto della produzioni frutticole nazionali, attraverso una ricognizione a livello aziendale delle superfici frutticole, distinte a livello delle principali cultivar”. L’obiettivo del nuovo strumento, si legge nel provvedimento, è “contribuire alla competitività e allo sviluppo del settore ortofrutticolo nazionale, mediante una efficiente gestione delle informazioni sulle superfici e sulle produzioni frutticole, nonché di favorire un corretto orientamento produttivo al mercato, con conseguente riduzione dei rischi di sovraproduzione e di volatilità dei prezzi”.

Il decreto attuativo del catasto dovrebbe arrivare entro tre mesi. Sulle tempistiche si precisa infatti che i criteri e le modalità di realizzazione del catasto “sono individuati con decreto di natura non regolamentare del Mipaaft, Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, da adottare, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge”.

INCOGNITA ORTAGGI (E NON SOLO)

Tuttavia non mancano i punti interrogativi. Nella manovra si parla di produzione frutticola, lasciando intendere che gli ortaggi rimangono esclusi da quello che almeno sulla carta risulterebbe essere un vero e proprio censimento delle aree di produzione. Inoltre non si sa ancora chi concretamente andrà a realizzare questo catasto. Da diverse parti indicano Ismea, Agea o l’Istat gli enti maggiormente accreditati a compiere questo lavoro.

Un ruolo decisivo potrebbe averla una nuova applicazione del fascicolo aziendale, il documento obbligatorio con una serie di informazioni e documenti relativi all’azienda che ogni impresa deve presentare alla pubblica amministrazione per richiedere contributi, agevolazioni o certificazioni nel settore agricolo.