CATASTO, IL SETTORE È SODDISFATTO MA NON MANCANO LE INCOGNITE

Sull’introduzione nella manovra di governo del catasto frutticolo (leggi news), non sono mancati i commenti degli esponenti del settore. “Finalmente qualcosa si muove – commenta Marco Salvi, presidente di Fruitimprese. Il catasto era una delle priorità che avevamo messo sul Tavolo nazionale. Adesso speriamo che lo facciano realizzare a chi ha le competenze giuste”.

Davide Vernocchi, coordinatore settore ortofrutta dell’Alleanza cooperative agroalimentari, è soddisfatto del risultato. “Oggi conosciamo i dati del mondo organizzato. Attraverso questo nuovo strumento, che da tempo il settore richiede a gran voce, potremo ottenere nuove informazioni dettagliate sulle realtà che sono fuori dalla Op. Saremo in grado di conoscere con precisione l’estensione delle aree coltivate al di fuori del mondo organizzato. Potremo capire se abbiamo le strutture adeguate per gestire la massa di prodotto e in quali modalità inviarla sul mercato”.

Anche Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta, plaude all’introduzione del catasto, “chiesto da tempo dal settore. Si tratta di uno strumento importante e imprescindibile per conoscere lo stato dei fatti delle produzioni nazionali che consentiranno alle imprese di programmare con maggior precisione le proprie strategie”.

Allo stesso tempo Falconi auspica “che il catasto venga realizzato con serietà, precisione e celerità. Oltre alle superfici dovranno essere esplicitate pure le specie, le varietà e l’età degli impianti. Crediamo inoltre che il nuovo strumento inserito nella manovra, debba coinvolgere anche gli ortaggi, che consenta così di avere una mappatura completa e dettagliata di che cosa si coltiva in Italia nel settore ortofrutticolo”.

Gli interrogativi si aprono sulla responsabilità di gestione del nuovo catasto (per ora) solo frutticolo. Dovrà essere un ente pubblico o para-pubblico, si sottolinea da più parti, per il necessario coordinamento con le Regioni e per la tutela dei dati. Però bisognerà anche non trascurare quelle realtà, come Cso Italy, che già monitorano i dati catastali per molte associate e che hanno specifiche competenze su alcune produzioni come kiwi, pere e pesche e nettarine. Sarà una sorta di vero e proprio censimento su base nazionale, però non bisogna trascurare chi ha già esperienze e competenze in materia e che certamente è disponibile a dare un supporto qualificato.