ROMAGNOLI, IL VALORE DELL’ORTOFRUTTA ATTRAVERSO L’ARTE

Romagnoli F.lli Spa, tra le principali realtà italiane attive nel settore della lavorazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli – in particolare patate da semina e consumo – è candidata alla prima edizione del Premio Danila Bragantini per l’innovazione in ortofrutta, promosso dall’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta e che verrà consegnato venerdì 18 gennaio a Venezia nell’ambito dell’evento Protagonisti dell’Ortofrutta organizzato dal Corriere Ortofrutticolo (leggi news).

Il Premio – dedicato a Danila Bragantini, la prima donna imprenditrice dell’ortofrutta italiana – è rivolto a imprenditrici e operatrici del settore ortofrutticolo che abbiano sviluppato un’idea innovativa di prodotto, anche in relazione alla presentazione e comunicazione dello stesso.

Francesca Russo

A ispirare l’idea di Francesca Russo, responsabile tecnico Romagnoli F.lli Spa, è stata la volontà di riscoprire la bellezza offerta dalla terra e dal lavoro degli agricoltori, soffermandosi in particolare sull’arte del Novecento e sul design moderno, come chiavi per reinterpretare il valore dell’ortofrutta, sempre più appesantito da dinamiche di prezzo e profitto e impoverito di quei valori e ideali che un tempo connotavano strettamente l’agricoltura. Un settore oggi più che mai capace di innovare, anche grazie alla costante attività di ricerca messa in atto da operatori come Romagnoli F.lli Spa, al fine di raggiungere standard qualitativi sempre più elevati e soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più esigente, che con il tempo ha accompagnato l’evoluzione delle patate da commodity a specialty, simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana.

Piccola pelatrice di patate

“Piccola pelatrice di patate”, quadro del 1886 del pittore svizzero Albert Anker, e “La lampe patate” (nella foto di apertura), corpo luminoso realizzato nel 2016 del designer francese Pierre Philippe, sono le opere d’arte selezionate per il progetto candidato al Premio: “opere molto diverse – afferma Francesca Russo – ma entrambe capaci di esprimere in maniera potente il legame tra tradizione e attualità ed esaltare la bellezza della vita agreste e della terra, accompagnando l’osservatore a riscoprire ciò che di bello l’agricoltura ci regala”.