PARIOTTI (CONSERVE ITALIA): “AMPI MARGINI DI CRESCITA IN AMERICA ED ESTREMO ORIENTE MA SERVE IL BRAND ITALIA”

Boom per l’export oltreoceano di Conserve Italia che registra incrementi a due cifre delle vendite nel Sud-Est asiatico (+45%) e nel Nord America (+55%) arrivando a chiudere l’esercizio 2017-2018 con un record di fatturato del gruppo riguardante l’export che ha toccato 183 milioni di euro, +4% sull’anno precedente.

“L’estremo Oriente e il Nord America – ci spiega il direttore commerciale estero di Conserve Italia, Diego Pariotti (nella foto) – sono due destinazioni estremamente interessanti sulle quali stiamo investendo da due-tre anni. Lavoriamo con due strategie diverse e, soprattutto, con prodotti diversi. Prevalentemente sughi pronti nel primo caso e molti prodotti base come passate o pelati nel secondo. I due mercati assorbono ciascuno il 2% dell’export ma il piano è di raddoppiare in cinque anni nel Far East dove il 70% delle vendite si realizza attraverso il canale dell’e-commerce; mentre in Nord America, dove la crescita è più veloce, puntiamo al +70% già dai prossimi tre o quattro anni”.

Per la penetrazione del mercato asiatico, Conserve Italia ha ingaggiato come brand ambassador Massimiliano Esposito, presidente della Federazione Italiana chef in Cina, per realizzare cooking-show finalizzati a spiegare come si usa il prodotto. “Il 60% dei partecipanti – continua Pariotti – normalmente diventano nuovi clienti. Una volta consolidata la nostra posizione di mercato, potremmo realizzare un format per la televisione asiatica dedicato alla cucina italiana”.

Negli Usa, invece, il problema principale è quello del falso made in Italy anche per questo le remunerazioni sono più basse di quelle riconosciute, ad esempio, in Cina dove una confezione di sugo pronto da 420 grammi viene venduta anche a 3,5 euro.

“E c’è ancora un ulteriore potenziale di crescita del valore del 10-15% – conclude Pariotti – con un trend al rialzo per i margini dei produttori tra il 5 e il 10%. Negli Usa, se esistesse il brand Italia e il made in Italy fosse tutelato, il trend di crescita sarebbe addirittura a doppia cifra”.

Il Canada, anche grazie al Ceta, e il Giappone, si stanno dimostrando molto ricettivi per le forniture della private label. Nei mercati europei più maturi, invece, vincono i prodotti Bio e da quest’anno entrerà in vigore l’accordo commerciale con la cooperativa agricola svedese Lantmännen alla quale Conserve Italia fornirà prodotti a base di legumi e cereali.

Mariangela Latella