FUGA DALLE INSALATE NELLA REGIONE FRANCESE DI ROUSSILLON

La regione francese di Roussillon sta abbandonando progressivamente la produzione delle insalate a vantaggio di altre colture più redditizie come carciofi, sedano, cavolo, broccoli e mini-boletus. E’ quanto emerge da uno studio condotto dalla Camera per l’Agricoltura della Regione dei Pirenei Orientali che ha rilevato come, dal 1990 ad oggi, si assiste ad una progressiva riduzione degli areali di insalate che, nel 2018, si sono assestati a complessivi 480 ettari di cui 180 a campo aperto e 300 in serra.

Il declino si sta trasformando in un problema strutturale della filiera dell’insalata di Roussillon al punto che, nel 2018, il calo dei volumi legato alla riduzione delle superfici coltivate, ha quasi sfiorato il 20%. “In buona sostanza – ha dichiarato ad un periodico francese Nicolas Mansourt, consulente agronomo della Camera per l’Agricoltura regionale – Roussillon ha perduto un quarto del suo potenziale produttivo passando dai 64 milioni di cespi prodotti nella campagna 2015-2016 ai 49 milioni della campagna 2017-2018″.

Il problema è la scarsa redditività di queste colture che ha portato a quella che è considerata una vera e propria debacle, con la campagna 2015-2016 quando il comparto ha subito perdite per 7 milioni di euro a causa dell’erosione dei prezzi e della contrazione dei volumi contrattualizzati che attualmente è al 55% del suo potenziale. Le colture in campo aperto si stanno riconvertendo alla produzione di carciofi, sedano, patate dolci e ortaggi bio come cavoli, broccoli o carote. Mentre le serre si stanno riconvertendo alla produzione di sedano, mini-boletus e finocchi tutti rigorosamente bio. (m.l.)

Fonte: Freshcutnews.it