FRUIT LOGISTICA: LA CRISI DELL’EXPORT FA RICOMPATTARE IL SETTORE. SOLO INSIEME SI VINCE

Il tam tam del calo dell’export ortofrutticolo italiano nel 2018 (-5% in valore) ha attraversato tutte le numerose iniziative italiane a Fruit Logistica 2019 provocando una reazione positiva: un ricompattamento del sistema come non si era mai visto. La terra dell’individualismo deve venire a Berlino per scoprire che solo insieme si vince, specie adesso, che, nel mercato globale, non ti regala niente nessuno. L’Europa guarda quasi esclusivamente al prezzo e i grandi mercati emergenti dell’Asia hanno distanze tali da richiedere organizzazione produttiva e logistica e accompagnamento politico, tutte premesse in cui siamo obiettivamente indietro rispetto a chi laggiù c’è eccome, come spagnoli, cileni e persino polacchi. Se avessimo condizioni operative accettabili, al pari dei competitor, le imprese italiane farebbero il resto, hanno prodotto e capacità commerciali, come ha ricordato oggi Marco Salvi all’incontro sulla sfida dell’internazionalizzazione dell’ortofrutta italiana, promosso dal CSO, che probabilmente è stato il momento più alto della presenza italiana a Fruit Logistica. Tutti concentrati, tutti convinti, come non mai: facciamo squadra. L’alternativa non c’è. Potrebbe andare anche peggio, come ha detto Davide Vernocchi, che ha paventato l’incubo di una grande crisi prossima ventura se non si corre ai ripari. ll mercato – ha sottolineato Vernocchi – non guarda in faccia a nessuno. O facciamo sistema o la vedo molto molto dura”.

Salvi, Fruitimprese, ha reagito: “Non ci possiamo accontentare delle briciole, serve una grande strategia. Cambiamo marcia condividendo le priorità. Fissiamo dei mercati obiettivo. E facciamo attenzione alla logistica. Chi gestisce la logistica, gestisce il commercio mondiale. I cinesi l’hanno capito per primi”.

Fabio Massimo Pallottini, Italmercati: “I Mercati sono un’importante ossatura logistica nazionale, siamo a disposizione per essere basi verso i mercati esteri”. Simona Caselli, presidente di Areflh: “E’ importante avere un progetto strategico, rafforziamoci come squadra a sostegno dell’internazionalizzazione”.

Richiamo di Gennaro Velardo, Italia Ortofrutta: “Tutto bene ma non dimentichiamoci del reddito di produttori, senza produzione non si va da nessuna parte”.

Paolo Bruni, presidente del Cso, è stato il grande regista (ancora una volta) di una iniziativa che ha messo d’accordo tutti, compresi Coldiretti, con il suo presidente, Fedagromercati e il ministero delle Politiche agricole con il sottosegretario Alessandra Pesce e il responsabile delle politiche internazionali Felice Assenza. La Pesce è stata una bella novità a Berlino: presente, attenta, propositiva, finalmente una rappresentante del governo vicina al settore. Per essere più forti all’estero – non si dimentichi il sottosegretario – serve però una squadra ministeriale più forte al servizio dell’internazionalizzazione.

Antonio Felice

direttore editoriale del Corriere Ortofrutticolo

Berlino

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