DOPO BERLINO, ECCO GLI IMPEGNI DELLA SOTTOSEGRETARIA PESCE: SI PARTE DAL CATASTO

Non si era mai visto che un rappresentante del ministero partecipasse a Fruit Logistica in full immersion per tutti e tre i giorni di fiera. Per questo l’attenzione al settore dimostrata dalla sottosegretaria all’Agricoltura, Alessandra Pesce (nella foto), che ha la delega al settore ortofrutticolo, è stata accolta da tutti gli operatori italiani presenti a Berlino, come il vento del cambiamento ovvero il giro di boa che il comparto da tempo invocava all’unisono.

Sottosegretaria, che impressione ha tratto dopo questa sua full immersion?

“Mi sono fatta l’idea che siamo davanti ad un settore realmente vivace – ci spiega poco prima di ripartire per l’Italia –, molto attento alle dinamiche internazionali e, soprattutto, con una grandissima potenzialità. Ho visitato una discreta quantità di operatori e mi sono convinta che ci sono delle possibilità di sviluppo ma dobbiamo fronteggiare alcune sfide”.

Con quali impegni torna a casa?

“Ho preso impegni innanzitutto sulla questione del tavolo ortofrutticolo e sul catasto e anche relativamente ad un progetto sulle filiere che stiamo avviando insieme al ministro Centinaio e all’altro sottosegretario Manzato”.

Per quanto riguarda il tavolo ortofrutticolo, su quali strumenti si può contare in concreto e quali sono le principali difficoltà?

“Dobbiamo necessariamente partire da quello che già abbiamo. Ad esempio, le informazioni derivanti dal fascicolo aziendale. Quello che faremo nella riunione di questa settimana con i tecnici del Mipaaft, è comprendere quali informazioni sono necessarie e quali sono quelle che già abbiamo”.

Cosa c’è invece all’ordine del giorno della riunione con la parte produttiva convocata entro febbraio?

“Dovremo capire quali dati vanno inseriti nel catasto. Ad esempio, tipo di prodotto, varietà, tipologia di impianto. Anche perché trattandosi di colture permanenti, sono informazioni determinanti per la pianificazione”.

Perché al tavolo ortofrutticolo non sono state convocate le produzioni certificate?

“Nella prima riunione del 27 settembre, è stata chiamata tutta la filiera produttiva. Le informazioni sulle produzioni certificate sono già presenti anche perché c’è già un ufficio specifico. Ciò non toglie che le interazioni sono fondamentali e che verranno coinvolti anche loro”.

Sarà convocato anche il tavolo interprofessionale?

“Certamente”.

Una delle tematiche emerse dai convegni di questa fiera, è che la presenza della figura politica ai tavoli negoziali per gli accordi bilaterali, soprattutto nei Paesi ultra-burocratizzati come la Cina, riesce oggettivamente a sbloccare la situazione. La visita a Pechino di Centinaio, a gennaio, lo ha dimostrato, con il via libera al trasporto aereo per le arance rosse. Cosa ne pensa? Potrebbe infittire la sua partecipazione a tutti i negoziati internazionali?

“Gli spostamenti fisici sono necessari ma prima bisogna risolvere le problematiche tecniche. Soltanto dopo le fasi preliminari si possono programmare le visite”.

Quali sono le sue considerazioni sullo stop al trasporto aereo delle arance bionde? In questo caso non si tratta di problemi tecnici dal momento che l’accordo bilaterale con la Cina già c’è.

“In questo momento noi abbiamo avuto l’autorizzazione all’esportazione con un elenco definito dalle autorità cinesi. Devo precisare che il protocollo non è stato ancora formalmente siglato ma abbiamo un elenco dei produttori che intanto possono usare questo sistema”.

Riguardo all’azione specifica sulle filiere di cui accennava, di che si tratta?

“È un’iniziativa che stiamo portando avanti con il ministro Centinaio e con l’altro sottosegretario Manzato. Vogliamo lanciare una sfida al nostro settore agroalimentare per rafforzare l’approccio di filiera perché è quello che ci permette di competere”.

Cioè?

“È un’azione di pianificazione e programmazione che serve a mettere a punto le esigenze e le priorità di ciascuna filiera perché parlare di agroalimentare come se fosse un tutto indistinto non è corretto. Bisogna capire, per ciascuna filiera, ad esempio, se c’è una maggiore attenzione nel mercato interno o internazionale, se c’è attenzione sugli strumenti creditizi, cosa fare in tema di ricerca e innovazione”.

A Berlino è stata ventilata la possibilità di prevedere finanziamenti per le aziende di trasformazione dentro l’Ocm. Conferma?

“È un tema rilevante che si sta seguendo con la riforma della Pac. Non posso dirle tecnicamente di più perché devo ancora valutare le implicazioni. Però si aprono certamente delle nuove possibilità. In particolare perché già attualmente con il nuovo regolamento Omnibus c’è un’attenzione al coaching, ad esempio o agli approfondimenti dei sistemi. Vedremo mano a mano”.

Dai dibattiti istituzionali, è emersa anche la possibilità di coprire, in tutto o in parte, i costi dei nuovi imballaggi imposti, dal 2021, con la direttiva Ue sulle plastiche monouso…

“Questo è un discorso che va nell’ottica della sostenibilità”.

Mariangela Latella