MELE, GIACENZE REGOLARI. VENDITE A QUASI 822 MILA TONS

Il comitato marketing di Assomela ha analizzato nella riunione tenutasi lo scorso lunedì l’andamento del mercato nel mese di gennaio.

Le giacenze di mele da tavola al 1° febbraio scorso sono pari a 1.132.786 tonnellate, che, escludendo la scorsa stagione, risultano in linea con le annate precedenti.

Il decumulo complessivo risulta positivo ed in linea con le scorse stagioni, con un totale di mele vendute al 1° febbraio pari a 821.950 tons, dato confortante e favorito da vendite nel mese di gennaio risultate più vivaci rispetto a quelle del mese precedente.

 

Le varietà

Il decumulo di Red Delicious e Gala, dopo l’inizio non brillante, ha subito una accelerazione nel mese di gennaio, con l’India mercato chiave per la recezione di queste due varietà.

Anche le vendite di Granny Smith procedono in modo piuttosto dinamico, con giacenze inferiori rispetto alla media dei tre anni precedenti.

Gli stocks di Golden Delicious sono inferiori alla media degli anni precedenti, con un ritmo di vendita regolare. Il quadro per questa varietà beneficia certamente di una produzione tra le più basse di questi ultimi anni; da evidenziare anche che una parte significativa della merce in giacenza non è di categoria I, per la quale si prevede una disponibilità inferiore alle annate storiche. Regolari le vendite di Fuji. Qualche difficoltà si segnala per la varietà Braeburn, legata alla situazione del mercato tedesco.

Buon riscontro, invece, per le nuove varietà, che dimostrano di essere sempre più apprezzate dai consumatori con quotazioni migliori rispetto alla varietà tradizionali, in linea con le aspettative dei produttori.

L’emisfero Sud

Le previsioni di produzione dell’Emisfero Sud, diffuse da WAPA in occasione di Fruit Logistica, mostrano un raccolto più o meno in linea con le stagioni passate (+2%). Le previsioni di esportazione per questi Paesi sono leggermente in crescita rispetto a quelle degli anni precedenti, ma la destinazione principale del prodotto dell’Emisfero Sud non sarà l’Europa, ma i mercati arabi ed asiatici.

La produzione di tali Paesi non sembra ad oggi poter influenzare la situazione comunitaria ed italiana, che si avvia verso il cuore della stagione commerciale 2018/2019 con presupposti incoraggianti.