FRUTTA ESTIVA APOFRUIT, ECCO I PREZZI LIQUIDATI. IN AUMENTO IL VALORE

Risultato economico decisamente superiore rispetto agli anni precedenti con il valore medio in aumento del 58%, calo del 30% dei volumi di prodotto conferito: la fotografia dell’annata estiva 2018 mette a fuoco questi due elementi per Apofruit Italia, che attraverso il proprio organo di informazione Apofruit Notizie, ha diffuso i prezzi liquidati nella varie aree produttive. Diversi i motivi del minor conferimento che si è attestato sui 450.000 quintali, in particolare il meteo sfavorevole con violente piogge e grandinate su diversi areali e la comparsa di nuove patologie.

“Da un punto di vista climatico la campagna estiva 2018 è stata influenzata da numerosi eventi sfavorevoli che hanno sicuramente contribuito alla diminuzione del prodotto, oltre ad avere avuto in alcuni casi un impatto negativo sulla qualità – precisa il presidente di Apofruit Mirco Zanotti -. La qualità rimane, anche in annate positive come queste, il miglior biglietto da visita per cogliere tutte le possibilità offerte dal mercato. Il prodotto deve essere non solo buono, ma anche di buon calibro, come indicano le strategie che la cooperativa persegue da anni con i suoi Progetti qualità”. Buoni i risultati per il comparto albicocche e positivi anche per quello delle pesche e nettarine, trainati da un rinnovato interesse dei consumatori per queste ultime.

PESCHE E NETTARINE

La minor produzione rispetto all’anno passato ha caratterizzato tutti i paesi europei, con conseguente esito positivo dei risultati economici per il prodotto italiano, che è riuscito a posizionarsi più facilmente su alcuni mercati esteri dove è stata inferiore la pressione del prodotto spagnolo e greco. Spagna e Grecia stanno riducendo gli ettari investiti in questo comparto e ciò potrebbe portare in alcuni anni ad un riequilibrio della domanda e dell’offerta in tutta Europa. “Il consiglio di Apofruit è quello di puntare sulle Nettarine piuttosto che sulle Pesche – dichiara il direttore commerciale Mirco Zanelli – con buone qualità organolettiche e generose nei calibri, due elementi che attraggono maggiormente il favore dei consumatori sia all’estero che in Italia”. La liquidazione media nei diversi areali produttivi è la seguente: per l’Emilia Romagna il prezzo medio delle Nettarine gialle Cat. I 50 cent./kg., per l’Extra 86 cent. Per le Pesche gialle Cat. I 48 cent./kg., Extra 84 cent./kg.; le Nettarine bianche Cat. I sono state liquidate a un prezzo medio di 54 cent./kg., l’Extra a 90. Le Pesche bianche a 47 cent./kg. e l’Extra a 95 cent./kg.. In Puglia le Nettarine gialle Cat. I a un prezzo medio di 69 cent., le Nettarine bianche Cat.I a 66, le Pesche gialle a una media di 60 al chilo. Nell’area del Metaponto le Nettarine gialle a 83 cent./kg., le Nettarine bianche a 81, le Pesche gialle a 70 centesimi. Infine in Sicilia le Pesche gialle Cat. I hanno ottenuto un prezzo medio di 60 cent./kg. e le Nettarine gialle Cat. I di 63.

ALBICOCCHE

La produzione di albicocche è tornata a volumi in linea con gli ultimi anni, sia per la Cooperativa sia a livello nazionale e europeo. Per il convenzionale il volume complessivo conferito ad Apofruit è stato di oltre 61.000 quintali. L’andamento commerciale ha riconfermato alcuni dati emersi nelle ultime annate: innanzitutto che le vecchie varietà sono ormai completamente superate dal punto di vista del mercato e che quindi si impone la necessità di puntare sempre di più sulle nuove varietà; inoltre il prodotto non di prima categoria che deve essere destinato alla trasformazione industriale difficilmente riesce a sostenere il reddito. “Il rinnovamento varietale per le albicocche è di fondamentale importanza – sottolinea a questo proposito il Presidente di Apofruit – perché consente di immettere sul mercato un prodotto di qualità medio alta in grado di intercettare i gusti dei consumatori e ottenere risultati interessanti. Occorre anche considerare, come accaduto negli ultimi due anni, il venire meno dell’importante sostegno che dava il comparto industriale a questa specie e questo è un ulteriore motivo per puntare su progetti di qualità”. Inoltre la campagna 2018 ha confermato l’interesse del mercato per il prodotto medio-tardivo che ha avuto risultati positivi, pur senza andare troppo avanti con il calendario, considerando che attualmente in settembre i consumi non risultano significativi. Venendo ora ai risultati economici, i prezzi medi di liquidazione, diversificati in base agli areali di produzione dei soci Apofruit, sono i seguenti: in Emilia Romagna la Cat. I ha registrato una media di 80 cent./kg., l’Extra 1,14 euro. In Puglia la Cat. I ha ottenuto una media di 70 cent./kg. così come in Metaponto.

SUSINE ESTIVE

Una significativa riduzione della produzione sia a livello italiano che europeo per alcune tipologie rosse e scure, ha influito sull’andamento commerciale, risultato alla fine positivo. Il comparto susine evidenzia comunque da alcuni anni problematiche nei consumi, nonostante progetti volti ad aumentare la qualità e l’appeal di questo prodotto come precisa il presidente Mirco Zanotti: “È fondamentale proseguire nel Progetto Qualità, in attesa di nuove varietà in grado di offrire al consumatore un prodotto nuovo, con caratteristiche organolettiche superiori. La cooperativa ha riconfermato il Progetto Qualità per differenziare le produzioni anche in funzione del grado brix, con un differenziale da 5 a 10 cent. a seconda del calibro, rispetto al prodotto standard”.

CILIEGIE

Su alcuni territori (Vignola in Emilia e in tutta la Romagna) per le ciliegie è stato un anno di produzione inferiore, dovuto all’andamento climatico sfavorevole. In totale sono stati conferiti 13.000 quintali di prodotto convenzionale rispetto ai 19.000 dello scorso anno. Positivi i risultati economici, pur con importanti differenze in merito a varietà e calibri. Il prodotto medio-grosso ha ottenuto un buon apprezzamento sul mercato, mentre per i calibri medio-piccoli e alcune varietà che non hanno buona tenuta dal punto di vista della conservazione, non si è riuscito a garantire risultati soddisfacenti. Riconfermato il differenziale di 30 cent./kg. per produzioni da impianti coperti.

PERE ESTIVE

Dopo alcuni anni di buone liquidazioni, nel 2018 a questo prodotto sono mancati risultati soddisfacenti. In parte dovuti a una produzione con frutti di calibro inferiore rispetto all’anno precedente, in parte ad un andamento del mercato condizionato dalla presenza di prodotto d’importazione sino a stagione inoltrata. I valori di liquidazione sono i seguenti: Carmen Cat. I 60+ ha registrato un prezzo medio di 55 cent./kg., per la Santamaria Cat. I 60+ media di 52 cent..

COCOMERI E MELONI

Il prodotto gestito dalla cooperativa ha ottenuto risultati positivi, in un comparto che ha presentato diverse criticità sia di natura climatica sia relativamente ai consumi. Il cocomero tradizionale è stato liquidato a una media di 17 cent./kg., il mini cocomero a 35, mentre il melone tipo liscio a una media di 64 cent./kg.

BIOLOGICO

Complessivamente sono stati conferiti 77.000 quintali di pro-dotto biologico, in diminuzione di circa il 30% rispetto allo scorso anno, per gli stessi motivi che hanno condizionato la produzione del convenzionale. Da un punto di vista economico il biologico ripropone un risultato positivo su tutto il com-parto, legato sia all’andamento produttivo sia a quello del mercato che continua a crescere conquistando quote di mercato, se pur non più a due cifre. Venendo ai valori di liquidazione della Cat. I, diversificati per areali, partiamo con le pesche. In Emilia Romagna le Pesche gialle biologiche sono state liquidate a un prezzo medio di 1,17 euro al chilo, in Puglia a 1,10 euro, a Scanzano 1,49. Per le Nettarine gialle il prezzo medio in Romagna è stato di 1,25 euro/kg., in Puglia 1,41 e nell’areale di Scanzano 1,55. Inne le Nettarine bianche han-no registrato un prezzo medio di 1,39 in Emilia Romagna e in Puglia di 1,36 al chilo. Per le ciliegie bio, la cui coltivazione è presente quasi solo nell’areale pugliese, il prezzo medio di liquidazione è stato di 2,40 euro/kg.. Le susine bio hanno registrato un prezzo medio di 1,17 euro al chilo. Per le pere estive riportiamo i valori relativi alla pera Santamaria 55+ liqui-data a un prezzo medio di 1,09 euro e alla Carmen 55+ con un prezzo medio di 1,10 euro /kg.. I cocomeri bio sono stati liquidati a una media di 34 cent./kg. e i meloni bio a 75 cent. Passando ai prodotti orticoli, sempre biologici, per le zucchine il valore medio è stato di 60 cent., per i peperoni colorati ci si è attestati su 1,45 euro, il pomodoro ciliegino circa 1,80, il datterino 2,03, il pomodoro grappolo 1,30. “Per la produzione biologica vogliamo porre l’attenzione sulle problematiche che stanno emergendo in merito alla presenza del residuo di acido fosforoso – precisa il presidente Apofruit Mirco Zanotti – Se da un punto di vista legislativo il prodotto è conforme alla legge, sempre più frequentemente l’industria di trasformazione, che destina gran parte del prodotto bio alla produzione di baby food (succhi per bambini), non lo accetta se è presente questo residuo. Ne consegue che il prodotto, pur essendo bio, può essere valorizzato solo come convenzionale. Invitiamo quindi i produttori a mettere in atto tutte le misure idonee ad eliminare la presenza di residuo di acido fosforoso nelle produzioni e a rivolgersi agli ufci tecnici della Cooperativa”.