CATASTO, ALESSANDRA PESCE AL CORRIERE: “ENTRO MARZO IL DECRETO”

Tirano il fiato gli agrumicoltori dopo l’approvazione di ieri del ddl emergenze in agricoltura varato in Consiglio del Ministri e rivolto a tre settori in particolare, agrumicolo, lattiero caseario e del latte ovicaprino nonché olivicolo-oleario (leggi news).

“In particolare per il settore agrumicolo – ci spiega Alessandra Pesce (nella foto), sottosegretario all’Agricoltura – abbiamo stanziato 5 milioni di euro per l’attivazione di agevolazioni sui mutui contratti dalle aziende agricole alla data del 31 dicembre 2018. E altri 2 milioni per la promozione sono previsti complessivamente per tutti e tre i settori interessati. Queste risorse unite a quelle assegnate a febbraio con il fondo nazionale agrumicolo permetteranno una reale rivitalizzazione del settore”.

Accolto con favore il provvedimento dalla base produttiva che potrà tirare il fiato dopo le ultime stagioni funeste, soprattutto relativamente al pagamento deli interessi dei mutui in corso.

“Due stagioni – ha commentato Gerardo Diana, responsabile Settore agrumi di Confagricoltura – che sono state a dir poco massacranti per i produttori. Per questo il provvedimento va accolto con favore anche se i fondi sono sottodimensionati rispetto alla gravità della crisi del settore agrumicolo. Se dobbiamo fare agricoltura 2,0 o 4.0, servono i soldi e non ci si può girare intorno”.

Intanto, dalla prima riunione tecnica del tavolo nazionale ortofrutticolo, che si è tenuta al Mipaaft lo scorso 27 febbraio, si è iniziato a parlare in termini concreti di catasto con lo stanziamento, nella legge di bilancio 2019, di 2 milioni di euro per il 2019 e altri 3 milioni per il 2020.

Entro marzo – precisa la Pesce – sarà predisposto il decreto per la sua attuazione. Si tratta di un progetto importante che ho fortemente voluto per dare una risposta ad esigenze che da molto tempo provenivano da tutti gli operatori della filiera. L’obiettivo è duplice: da un lato contribuire alla conoscenza più approfondita del settore, dall’altro favorire una mirata pianificazione per gli operatori del settore che, a sua volta, trovano nel catasto un utile strumento di orientamento di scelte strategiche”.

Attualmente gli strumenti già esistenti a cui si potrebbe attingere sono le tante anagrafi esistenti come ad esempio i fascicoli per la domanda unica o ancora i catasti delle Op, per dirne alcuni.

“Occorrerebbe però cercare di capire – spiega Vincenzo Lenucci, responsabile economico di Confagricoltura – se questi dati possano essere facilmente integrati tra di loro, dal momento che provengono da banche dati diverse, se vadano implementati con altre informazioni e quali, oppure se converrebbe fare delle rilevazioni ex novo che però in ogni caso dovrebbero essere coerenti con le risultanze del sistema informatico di Agea”.

Tra le informazioni più rilevanti ai fini del monitoraggio del settore ortofrutticolo e del suo mercato, non ci sono solo le superfici e l’estensione delle colture o la tipologia degli impianti, ma è importante potere distinguere, dentro di questi, le diverse varietà coltivate per uno stesso prodotto, ad esempio, o la densità di coltivazione, la resa presunta o, ancora, la capacità irrigua del territorio.

Mariangela Latella