FUGA DI NOTIZIE SUL BUSINESS PLAN, NEGLI USA È GUERRA GIUDIZIARIA TRA ALDI E LIDL

Negli Usa scoppia la guerra in tribunale tra Aldi e Lidl, le due catene tedesche di discount. Oggetto del contendere: fuga di notizie sul business plan di espansione di Aldi che Lidl avrebbe acquisito illecitamente per trarne un proprio vantaggio creando un danno al concorrente che non è ancora stato quantificato ma che si attende ultra-milionario.

Accade nello stato del Nord Carolina, dove, lo scorso primo marzo, Aldi ha depositato la citazione in giudizio per l’insegna concorrente nonché due suoi ex dipendenti ossia Bruna Maraccini, ex manager real estate Aldi per 11 anni poi passata a Lidl, e il suo ex-assistente Colleen Savory (appena licenziato da Aldi dopo lo scoppio della bufera).

I due avrebbero rivelato informazioni strategiche relative al nuovo piano Aldi di acquisizione di nuovi negozi in Nord Carolina, in Virginia e in genere in tutto il mercato Usa. Un piano da 5 miliardi di dollari che prevede 400 nuove aperture entro il 2020.

Secondo quanto riferito da diversi giornali economici Usa, la strategia real estate di Lidl in Usa si è dimostrata, fino ad ora, piuttosto debole, sicché l’ingresso delle informazioni veicolate dalla ex dipendete Aldi, Bruna Moraccini e dal suo ex assistente, Colleen Savory, avrebbero permesso a Lidl di competere in maniera scorretta sull’acquisto di alcune location inserite nel piano di Aldi, battendolo sul tempo.

Secondo gli atti depositati dall’avvocato di Aldi, Craig Douglas Mills negli uffici del giudice Louise Wood Flanagan del distretto Usa del Nord Carolina dell’Est, Morraccini avrebbe violato la clausola di riservatezza che la vincolava anche dopo la cessazione dell’incarico presso Aldi, proprio per evitare scenari di concorrenza sleale. Il tutto con la complicità della stessa Lidl che, da quella fuga di notizie, avrebbe tratto un suo proprio e diretto vantaggio.

Si legge nei documenti del processo che Maraccini e Savory “hanno fornito a Lidl le strategie di sviluppo e di crescita del business Aldi tra cui la posizione dei negozi che la catena aveva i programma di acquistare, nonché il loro layout (ossia il format), i piani di costruzione, le strategie di riduzione dei costi e di rimodellamento degli stabili”.

Negli atti depositati dal difensore di Aldi, a conclusione di un’indagine privata, si afferma che “gli elementi di prova suggeriscono anche che Lidl non solo era complice di questo sistema, ma ha probabilmente incoraggiato la condivisione e l’utilizzazione delle informazioni riservate e dei segreti commerciali che aveva illegalmente ottenuto”.

Le accuse ai due ex-dipendenti sono di violazione dei segreti commerciali, pratiche commerciali impossessamento sleali e ingannevoli. Ha anche accusato gli ex dipendenti di violazione del contratto nonché di ingiusto arricchimento.

Tra le richieste al giudice Flanagan, anche provvedimenti restrittivi della libertà nei confronti dei due ex-dipendenti nonché un’ingiunzione preliminare interdittiva per evitare che possano fare altri danni, tra cui il divieto di lavoro per un anno intero. L’azienda ha chiesto, inoltre, “la revisione da parte di un consulente tecnico di ufficio, dei piani di business di Lidl e delle relative strategie al fine di determinare se ci siano elementi che lasciano indurre lo sfruttamento dei sui segreti commerciali”.

Mariangela Latella