MELINDA, UN BOLLINO DA PRIMATO SENZA RIVALI IN ITALIA

Melinda da 29 anni, dai tempi del primo spot televisivo, è il marchio più popolare dell’ortofrutta italiana. Un primato che anche i più recenti sondaggi  confermano, malgrado tanti, recentemente, abbiano cercato la ribalta della notorietà, con altre mele a marchio, ma anche con pomodori, pere e quant’altro. Niente da fare, sul podio più alto resta la mela della Val di Non e della Val di Sole con il noto bollino blu. Quest’anno il marchio Melinda ha compiuto trent’anni, un pioniere nella diffusione mediatica di un brand italiano legato alla frutta: un anno di gavetta, poi il boom. Nel 1990 Melinda fu protagonista di uno spot in onda sulle principali reti televisive nazionali, un progetto di comunicazione che oggi può definirsi avveniristico, diventato un modello emblematico e di studio.

L’idea di far nascere una mela a marchio, certificandone l’origine e la produzione, è maturata alla fine degli anni Ottanta, come risposta dei frutticoltori trentini ad un mercato in cui veniva venduta una quantità di mele con la denominazione ‘Val di Non’ tripla rispetto all’effettiva produzione della zona. Il marchio Melinda nasce quindi nel 1989, quando le cooperative creano il Consorzio per la valorizzazione della Mela della Val di Non e lo registrano in Italia e nella Comunità Europea. Melinda si guadagna presto il titolo di mela più famosa d’Italia nei primi anni Novanta. Nel 2003 – ricordano al Consorzio – arriva la Denominazione di Origine Protetta. Le varietà Golden, Red e Renetta Canada Melinda, allora circa il 95% della produzione, ricevono il riconoscimento DOP Mela Val di Non dalla Comunità europea. È la prima volta che delle mele italiane lo ottengono, a conferma della qualità superiore e dell’unicità delle mele prodotte dal Consorzio. Da allora è un crescendo continuo, nonostante ci sia il clima, a volte, a fare da freno. Nel 2004 il bollino approda sui trasformati, realizzati grazie alla partnership con alcune aziende trentine che producono e commercializzano prodotti a base di mela tra cui AD Chini e Graziadei Surgelati: nascono così Melinda Mousse, Melamangio, Melinda Barretta, Melinda Juice e Melinda Strudel. Il successo è immediato. Nel 2010 nasce NovaMela in collaborazione con un altro primario gruppo frutticolo internazionale. Nel 2014 il Bollino blu approda su altri frutti: ciliegie, fragole e frutti di bosco, anch’essi  espressione di un brand garante di prodotti di un livello qualitativo elevato. Nel 2017 il Consorzio approva il potenziamanto del Piano Bio, grazie al quale Melinda si prefigge di raggiungere 500 ettari di terreno da agricoltura biologica in cinque anni. Nel mese di agosto dello stesso anno viene ufficializzato l’accordo con La Trentina, che apre nuovi scenari nel rispetto del valore delle identità delle due OP.

L’ampliamento della gamma a marchio Melinda continua e nel 2018 arrivano sul mercato l’Aceto di mele,  la Glassa all’aceto di mele bio con madre naturale, lo yogurt con le mele in partnership con YOMO, il Crumble alle mele. I processi di trasformazione delle mele Melinda proseguono nell’ottica di un ampliamento continuo della gamma ed alla mela vengono aggiunti frutti come pere, fragole e frutti tropicali: nasce Melinda Squeez, passata 100% naturale, priva di conservanti, coloranti e zuccheri aggiunti, in simpatiche confezioni a forma di mela, di grande attrazione per i più piccoli, disponibile in più gusti.

Un altro successo per il brand arriva nel 2018: Melinda entra in Autogrill con Dolcemele Melinda, una tortina alle mele prodotta per il Consorzio dall’azienda campana Fresystem, fornitore prevalente di tutta la prima colazione di Autogrill. Ultimo lancio del Consorzio per il 2019 Melinda Piùchemela!, la purea di mele 100% integrale ad alto contenuto di fibre.

Melinda conta su 4.000 soci produttori, 1.300 dipendenti, 6.700 ettari coltivati in due valli, con sei varietà di riferimento. Una produzione record, quella del 2018, con 440 mila tonnellate di mele stoccate. Sono 80 i Tir che ogni giorno trasportano mele Melinda in tutta Italia. Il 30% della produzione va all’estero.

Durante una recente iniziativa riservata alla stampa in occasione del trentennale, il presidente del Consorzio Michele Odorizzi ha annunciato che la cooperativa Cocea, una delle sei aderenti a Melinda, rinnoverà il proprio impianto per selezionare le mele con tecnologie che possono valutare la qualità interna dei frutti in maniera non invasiva. I lavori inizieranno a maggio e proseguiranno fino a gennaio 2020. Durante la stessa iniziativa un nutrito gruppo di giornalisti qualificati ha visitato le celle ipogee per le quali Melinda prepara il quarto lotto e l’apertura ai turisti. Nel 2020 l’avveniristica realizzazione sotterranea ricavata nella Miniera di Rio Maggiore (80 ettari su tre piani, 2,5 ettari dedicati alle mele) sarà visitabile. Si tratta dell’unico impianto al mondo per la frigo-conservazione della frutta in ambiente ipogeo. Esso permette grandi risparmi di energia elettrica e di acqua e dimezza le emissioni CO2, costituendo un unicum davvero eccezionale, un’esclusa mondiale di Melinda. Con queste premesse, scalfire il primato italiano di Melinda sarà, da parte dei competitor, molto difficile, mentre sull’estero il Consorzio può certamente dire di più.