EXPORT IN FRENATA, SUGLIA PREOCCUPATO: “COSTI IN AUMENTO, BUROCRAZIA ASFISSIANTE”

L’export italiano di ortofrutta è in crisi. A dirlo sono i dati che per il 2018 segnano un -16,2% a volume e -11% a valore. E a ribadirlo è anche Giacomo Suglia (nella foto), presidente di Apeo, l’associazione produttori ed esportatori ortofrutticoli pugliesi, nonché vice presidente nazionale di Fruitimprese. In un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, Suglia si dice preoccupato non solo per il settore ma per l’intera economia nazionale. Per l’imprenditore pugliese alla base della battuta d’arresto delle esportazioni ci sono “i continui aumenti dei costi energetici, la burocrazia asfissiante, per non parlare della globalizzazione: negli ultimi vent’anni stiamo subendo una forte concorrenza dei Paesi emergenti. L’Europa è il continente che vive la più forte crisi. Gli Stati dell’Ue non hanno alcun denominatore comune se non la moneta”, afferma il presidente di Apeo nell’intervista a Marco Mangano. Critiche vengono riservate anche ai politici, distratti, litigiosi e poco concreti. “Devono investire in comunicazione. Il consumatore venga informato sulle proprietà salutistiche e nutrizionali dei nostri prodotti”.

La chiave di volta rimane quella di creare grandi aggregazioni. “Alcuni grandi Paesi come Spagna e Grecia stanno investendo in agricoltura. I loro prodotti ortofrutticoli stanno mettendo all’angolo le nostre produzioni. Servono nuove aperture verso nuovi mercati come Oriente, Sud Africa, Vietnam. Abbiamo strutture che ci consentono di portare i nostri prodotti ovunque ma mancano gli accordi politici per farlo”.