FRUTTA SECCA, VINCENTE SE AD “ALTO CONTENUTO DI SERVIZIO”

In Italia negli ultimi mesi nel comparto della frutta secca si è assistito ad uno spostamento importante dei consumi verso un prodotto a più elevato contenuto di servizio: un comportamento tipico dei mercati in fase di maturità, ma come evitare di disperdere il valore acquisito negli anni precedenti? E’ questo il presupposto che ha ispirato e guidato i lav in occasione del Primo International Nut Forum, organizzato da SG Marketing Lab, tenutosi questa mattina a Milano durante la giornata inaugurale di TuttoFood – FruitInnovation 2019.

Claudio Scalise di SGMARKETING

Alessandro Annibali: “ecco i fattori per far crescere il settore”

“Ad oggi la categoria della frutta secca è a un bivio che contrappone il prodotto globale (di cui è in qualche modo ambasciatrice) alle produzioni a KM0, con tutti i valori ad esse associati quali occupazione, ambiente e valorizzazione della filiera”, ha dichiarato Alessandro Annibali, intervenuto al Forum in qualità di ambasciatore per l’Italia dell’INC (International Nut&dried fruit Council) per presentare lo scenario attuale a livello mondiale della produzione di frutta secca. “Essendo ormai diventato un prodotto mass market – ha aggiunto il presidente di New Factor – , le necessità di soddisfare l’esigenza di un servizio maggiore e di migliore qualità deve essere perseguita attraverso tre principali driver di crescita, ovvero benessere e salute, tutela dell’ambiente e ricerca di nuove occasioni di consumo”.

Salvo Garipoli: “categoria trainata da prodotti ad alto valore aggiunto”

“La frutta secca è di fatto destinata a diventare parte integrante del pasto quotidiano nazionale  (un mercato ancora dinamico seppur in fase di maturità)”, ha dichiarato Salvo Garipoli, direttore di SG Marketing, a conclusione della presentazione di un’analisi multiprospettica del mercato della frutta secca. L’ossimoricità del connubio salutismo e gusto è il valore associato a questa categoria di prodotto che, secondo Garipoli, deve continuare ad essere cavalcato in termini di comunicazione. “Non solo, lo sviluppo della categoria è trainato dai prodotti a più alto valore aggiunto: siamo di fronte a una reale ricerca di qualificazione ed apprendimento informativo che semplifichi e guidi il processo di scelta, acquisto e consumo. La moderna distribuzione si conferma il luogo preferenziale in cui assecondare le contemporanee esigenze di premiumness e convenienza. Il punto vendita diventa piattaforma relazionale per sperimentare soluzioni a portata di shopper in chiave category a partire dall’ortofrutta”.

Tre le parole chiave che dovranno guidare il futuro del comparto: novità, per elevare il valore percepito, utilità, per accompagnare il processo di acquisto compatibilmente alle nuove esigenze, e trend, inteso come la necessità di intercettare modelli di consumo rendendoli tangibili in pdv”.

Salvo Garipoli di SGMARKETING

La tavola rotonda: parla la gdo

Nella seconda parte del Forum la parola è passata alla GDO, con una Tavola Rotonda moderata da Cristina Lazzati, direttrice di Mark Up, GDO Week e Fresh Point Magazine.

Concordi nella necessità di semplificare la lettura del display in pdv, ad oggi messa a rischio da una proposta talvolta eccessiva e rindondante, i retailer sembrano lavorare per semplificare il processo di acquisto del consumatore. “Dieci anni di crescita del comparto hanno generato reparti molti pieni e caotici”, ha dichiarato Claudio Mazzini, responsabile commerciale settore freschissimi Coop Italia. “Abbiamo così lavorato – aggiunge – per rendere più immediata la lettura del display, clusterizzando i prodotti in base alla funzione. Oggi la frutta secca a marchio Coop rappresenta il 39% dell’intera proposta venduta nei nostri negozi: il progetto “Buoni da star bene”, che ha visto il posizionamento della frutta secca in avancassa, sta andando molto bene e ha trainato le performance in segno positivo anche quest’anno”.

La segmentazione dell’offerta è la chiave del successo anche per Auchan, presente alla Tavola con Fabio Caffaro, responsabile per l’Italia della filiera ortofrutta e carni. In tal senso l’insegna francese si prepara a entrare nel segmento del bio con un progetto di private label internazionale. I concetti di sicurezza alimentare, di tracciabilità e trasparenza, uniti ai concetti di sostenibilità e ‘democraticizzazione’ della categoria (assottigliando anche la loro stessa marginalità di distributori) sono gli ingredienti basilari della ricetta di Massimo Silvestri, responsabile acquisti ortofrutta di Carrefour Italia, che ha sottolineato come la frutta secca sia parte integrante del progetto 2018-2022 del secondo retailer a livello mondiale di Transizione Alimentare per “far mangiare meno ma meglio, tutti”.

All’incontro sono intervenuti anche Dariela Roffe-Rackind, direttrice per l’Europa dell’Almond Board of California; Tom Hazelof di Wonderful Company LLC e Umit Ergin di Olam International Ltd che hanno portato le loro esperienze di promozione e comunicazione del settore con focus rispettivamente nel segmento delle mandorle, dei pistacchi e delle arachidi.

Chiara Brandi