LA SVOLTA DI COOP: STOP AL GLIFOSATO (E NON SOLO) NELL’ORTOFRUTTA

Nuova svolta «green» per Coop. La principale catena distributiva italiana ha deciso di bandire progressivamente dai propri scaffali nei reparti ortofrutta dei 1.100 punti vendita italiani prodotti trattati con quattro erbicidi: glifosato, bentazone, terbutilazina e S-metolachlor. L’annuncio è stato dato al Macfrut di Rimini. Saranno 35 le filiere di ortofrutta a marchio Coop progressivamente coinvolte nell’ulteriore riduzione dei pesticidi, fino all’eliminazione, per un totale di 116 fornitori e oltre 7 mila aziende agricole.

Si parte subito con le ciliegie, per poi passare a meloni, uva da tavola e clementine, e via via tutte le altre referenze ortofrutticole.

Sono oltre 70 mila le aziende agricole impegnate nella filiera Coop, e dei prossimi obiettivi del mondo dell’ortofrutta si è parlato al convegno organizzato al Macfrut di Rimini intitolato “Coltiviamo il futuro”.

“I prodotti ortofrutticoli sono fondamentali nello sviluppo della nostra relazione con i consumatori –ha detto il Direttore commerciale food Domenico Brisigotti – ed è inutile parlare di digitalizzazione senza approfondire le trasformazioni dell’ortofrutta. Oggi più che mai, di fronte a nuove istanze climatiche che influenzano profondamente il consumatore, dobbiamo capire il valore del lavorare insieme in Italia e renderci competitivi agli occhi degli altri Paesi. Ma questo passaggio lo possiamo fare solo operando sul fronte dell’innovazione, riducendo il nostro impatto sull’ambiente e sviluppando la salute dei consumatori”.

Ma come coniugare gli obiettivi valoriali con quelli commerciali? A rispondere a questa domanda è stato Claudio Mazzini, responsabile settore freschissimi. “Vogliamo creare un legame sempre più stretto con la produzione italiana, cercando sempre di migliorarci. Così come abbiamo già fatto con la nostra ‘linea origine’ che garantisce la tracciabilità dei prodotti, dobbiamo cambiare allo stesso tempo contenuto e contenitore ovvero essere sempre un passo avanti sul tema della sostenibilità e allo stesso tempo proteggere l’innovazione”.

Un percorso, quello della sostenibilità, che deve iniziare già con un’agricoltura di precisione, come hanno spiegato Angelo Frascarelli (professore di scienze agrarie alimentari e ambientali all’Università di Padova), Luigi Sartori (professore di territorio e sistemi agroforestali dell’Università di Padova) e Tito Caffi (professore di scienze delle produzioni vegetali sostenibili dell’Università Cattolica di Piacenza).

“Attraverso le nuove tecnologie come informatica, digitale e satellite, l’agricoltura di precisione permette di ottenere un aumento della produzione e allo stesso tempo diminuire i costi di produzione: i suoi vantaggi sono una maggiore qualità e soprattutto tracciabilità dei prodotti” ha detto Frascarelli.

Gli step necessari per realizzare un’agricoltura di precisione sono “localizzazione satellitare, utilizzo dei sensori e macchine per la distribuzione variabile e analisi dei dati: insieme permettono di ridurre i costi, contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale e a migliorare lo status degli agricoltori” ha detto Sartori.

Caffi ha inoltre sottolineato come l’agricoltura di precisione possa aiutare a proteggere le colture, e “tramite la raccolta dati come quelli metereologici, siamo in grado di costruire modelli previsionali che evitano sul nascere eventuali focolai di malattia”.

Dai tre esperti è poi arrivato un monito comune agli agricoltori: “per poter sviluppare un’agricoltura di precisione è necessario il vostro sforzo nel dedicare tempo e interesse per imparare l’utilizzo dei nuovi strumenti, solo così ci potrà essere una crescita”.

Un discorso, quello dell’agricoltura di precisione, che si lega perfettamente all’impegno green che Coop sta già mettendo in campo da diversi anni. A testimoniarlo il Direttore qualità Coop Italia Renata Pascarelli, che ha sottolineato come “Coop sia stata l’unica grande azienda di distribuzione italiana a prendere un impegno strutturato e numerico con l’Unione Europea per la riduzione della plastica a favore del riciclato. Se da un lato cerchiamo il più possibile di ridurre gli imballaggi lasciando spazio ai prodotti sfusi, dall’altro ci battiamo per un utilizzo delle nuove tecnologie che consenta di ridurre acqua, concimi e pesticidi. E per diffondere la nostra filosofia sostenibile, abbiamo già individuato un team di specialisti e consulenti che si occuperanno della formazione delle aziende agricole”.

Anche il Presidente di Coop Italia Marco Pedroni ha ribadito l’importanza di agire secondo un’ottica di sostenibilità: “Già da anni abbiamo capito quanto la sostenibilità economica passa anche e soprattutto da quella ambientale: investire oggi tempo, denaro e competenze tecnologiche porterà un domani a risultati migliori per tutti, ambiente compreso”.