ORANFRIZER, AVANTI TUTTA SULL’EXPORT DI ARANCE ROSSE IN CINA

L’export di arance rosse dall’Italia alla Cina per Oranfrizer continua. Dopo aver aperto questo mercato a marzo con il primo test di esportazione che ha interessato la vendita di due containers, circa 40 tonnellate di arance rosse, l’azienda italiana Oranfrizer il 28 maggio ha consegnato a Shanghai un terzo container all’importatore Mao Hong Ming che proprio in questi giorni sta distribuendo sui mercati cinesi circa 20 tonnellate di Tarocco Made in Italy. Anche questa volta le arance rosse esportate da Oranfrizer sono approdate dalla Sicilia in Cina via nave. Saranno vendute nelle zone di Pechino, Shanghai, Ningbo e Guangzhou e saranno destinate anche alla vendita online. Le arance rosse saranno acquistabili anche su Benlai.com e sono state protagoniste della Festa della Repubblica Italiana in programma ieri, 5 giugno, nell’Ambasciata di Pechino.

“Abbiamo concluso la stagione delle arance rosse con questa seconda eccezionale esportazione in Cina – afferma il Ceo Oranfrizer Nello Alba – i risultati del primo test ci hanno premiati. Abbiamo pianificato l’andamento della stagione con l’intento di servire con lo stesso impegno tutti i mercati, le arance rosse che abbiamo raccolto in Sicilia hanno raggiunto contemporaneamente i reparti ortofrutta d’Italia, d’Europa e anche della Cina. Continueremo ad investire in campo per aumentare l’offerta delle arance rosse”.

“La richiesta di arance rosse italiane in Cina è ampia e consistente – spiega Sara Grasso, export manager di Oranfrizer – sta emergendo da tutti i settori della vendita di ortofrutta del mercato cinese. Siamo soddisfatti di questa prima esperienza e guardiamo con entusiasmo alla seconda stagione”.

“Celebrare la festa della nostra Repubblica nell’Ambasciata d’Italia a Pechino con la presenza delle arance rosse che abbiamo esportato dalla Sicilia è un onore per noi – aggiunge Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer – Ringraziamo l’Ambasciatore Ettore Francesco Sequi ed il suo staff che sta valorizzando l’ingresso del nostro frutto nella Repubblica Popolare Cinese”.