INTERPROFESSIONE, IL PROBLEMA È IL SISTEMA. SERVE UN SEGNALE DAL SETTORE

Pochi giorni fa Corrado Giacomini in un commento sul nostro sito parlava dell’interprofessione italiana e il confronto con la realtà francese, e in particolare del MErcato di Saint Charles (leggi news). Al suo intervento ha replicato il presidente dell’Organizzazione interprofessionale Ortofrutta Italia Nazario Battelli, che riportiamo qui di seguito.

Il periodico ritorno del professor Corrado Giacomini sui temi dell’organizzazione economica del settore ortofrutticolo e del ruolo dello strumento interprofessionale è sempre di stimolo al nostro mondo e non mi dispiace affatto rispondere in sintonia con le ragioni profonde che Giacomini richiama, sia per la mancata spinta delle istituzioni che per la non sempre coincidente visione politico-sindacale delle rappresentanze – o di parte di esse – con una avanzata “cultura interprofessionale”, da utilizzare come metodologia di confronto e di individuazione di obiettivi condivisi fra i diversi attori della filiera.

L’enorme differenziale fra le performances di Interfel e di Ortofrutta Italia non è certo una notizia, né per Giacomini né tantomeno per gli attenti lettori del Corriere Ortofrutticolo, mentre è una notizia che qualcuno se ne dispiaccia. Le motivazioni di questo differenziale sono addirittura geopolitiche, hanno oltre quarant’anni di storia e sono le stesse che, ad esempio, mettono a confronto i nostri venti Piani Regionali di Sviluppo Rurale, tomi di qualche centinaio di pagine ognuno, con un unico Piano di Sviluppo Rurale francese di sole 35 pagine. 

Se per ottenere il Decreto di Riconoscimento con l’ultima OCM, che doveva andare in automatico il primo gennaio 2015, l’intera filiera ortofrutticola nazionale rappresentata in Ortofrutta Italia, ha dovuto aspettare oltre due anni e li confrontiamo con i soli sei mesi in Francia, capiamo bene di essere in uno “scenario” ben diverso.

Venendo all’attualità, pur nella piena compiacenza dell’iniziativa del Ministero sulla prossima costituzione del Tavolo Agricolo Nazionale (in continuità con l’incipit della scorsa Amministrazione) prendo atto molto serenamente che in Italia non poteva essere che così: trenta sigle chiamate a farne parte, oltre alle competenze ministeriali, alle Regioni e agli Istituti che fanno capo al Mipaaft (AGEA, CREA ed ISMEA) superando le potenziali “indicazioni generali concordate lungo la filiera” in sede interprofessionale con anche il fattivo contributo delle rappresentanze del commercio e della distribuzione (come dimostrano, ad esempio queste ultime, con le Campagne istituzionali di Ortofrutta Italia a favore del consumo di frutta e verdura nei punti vendita e nei negozi aderenti).

In Francia il sistema ortofrutticolo ha dato un ulteriore segnale della sua capacità di esprimere nel tempo una strategia collettiva. Come Giacomini sicuramente avrà apprezzato, è stata infatti recentemente inaugurata la “Maison des Fruits et Légumes”: nello stesso stabile hanno sede sia INTERFEL, la citata Organizzazione Interprofessionale, CTIFL, l’organismo di ricerca e sperimentazione e APRIFEL, l’agenzia per la divulgazione e la trasmissione delle prove scientifiche. Ma c’è di più: in pieno stile ‘centralistico’ francese queste tre entità hanno lo stesso direttore generale!

Se ci limitiamo ad un confronto di “impostazione organizzativa” (materia sempre molto cara a Giacomini) è vero che “i francesi ci battono”, ma io ho sempre la speranza che i nostri imprenditori (da quelli agricoli a quelli che operano nelle diverse branche del commercio) che si sono dovuti attrezzare negli anni per “fare i miracoli” che compiono quotidianamente per compensare i costi, le disfunzioni e le disorganizzazioni che tutti lamentiamo (in particolare verso l’export) saranno capaci nel tempo anche di dare segnali più forti alle loro rappresentanze e alla politica nel senso da Giacomini auspicato.

Almeno per il difficile mercato interno nazionale, non credo siano tante altre le soluzioni rispetto a buone pratiche organizzative nel contesto di buoni rapporti interprofessionali.

Nazaro Battelli

presidente dell’OI, Organizzazione Interprofessionale Ortofrutta Italia