ACCORDO POMODORO, MERCURI: “BEL PASSO AVANTI”. MA C’È DISPARITÀ DEI PREZZI

Con la chiusura dell’accordo del pomodoro da industria centro sud (leggi news) si realizza di fatto una disparità economica tra i produttori dell’area di coltivazione meridionale.

Da un lato, infatti, ci sono quelli che hanno firmato l’accordo di ieri (sotto l’egida della relativa interprofessione nata lo scorso ottobre), che rappresentano circa 25 milioni di quintali di produzione, che saranno remunerati con 95 euro a tonnellata per il pomodoro tondo e 105 per quello oblungo come definito dall’accordo. “Un significativo passo avanti – nel commento di Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari – che va nella direzione di una maggiore valorizzazione del pomodoro pelato, che rappresenta il 65% di tutto il pomodoro prodotto al Sud”,

Dall’altra, c’è quella parte di produttori che rappresentano circa 2 milioni di quintali di prodotto, che ha, per contro, aderito all’intesa tra la Princes – l’industria di trasformazione nel foggiano – e Coldiretti che, si badi bene, non è un’azienda produttrice ma un ente di rappresentanza sindacale dei produttori. Per i produttori aderenti alla Coldiretti, che solo in seconda battuta hanno aderito all’accordo, la remunerazione riconosciuta, unica sia per il tondo che per l’oblungo, è di 102 euro a tonnellata.

“Di fatto si crea un’ingiustificata disparità di trattamento economico tra produttori – continua Mercuri– che potrebbe tradursi, per quelli della varietà oblunga, in una forbice al ribasso di 3 euro a tonnellata. Una penalizzazione che potrebbe essere ancora maggiore considerata l’impennata dei costi di affitto dei terreni che, quest’anno, arrivano anche a mille euro per ettaro a stagione”.

L’altro rischio che si potrebbe verificare, inoltre, è quello degli squilibri in corso di compagna nel caso in cui alcuni produttori di oblungo, per non perdere quei 3 euro a tonnellata, decidessero di non conferire il proprio prodotto alla Princes e lo portassero alle altre aziende di trasformazione del sud Italia che hanno invece aderito all’accordo Oi e che sono concentrate in Campania ma sono presenti anche in Puglia, Molise e Basilicata.

In tal caso, senza considerare l’aumento dei costi di trasporto della materia prima dal campo alla trasformazione, la Princes potrebbe trovarsi nella condizione di mancanza di prodotto dal momento che il vantaggio economico del suo accordo, riguarda solo i produttori di tondo che però rappresentano solo il 35% del totale della produzione del sud.

La varietà tonda, peraltro, è una specialità produttiva del nord Italia che, va ricordato, ha chiuso l’accordo di area, qualche settimana fa, a 85 centesimi al chilo, ben 17 centesimi in meno di quelli garantiti dall’accordo Princes e Coldiretti.

“Il grande punto di forza dell’accordo concluso ieri – continua Mercuri – risiede nel fatto che alla contrattazione hanno preso parte le Op del pomodoro da industria e le loro organizzazioni di riferimento, gli unici soggetti imprenditoriali che detengono il prodotto e che in quanto tale possono rappresentare al meglio gli interessi della parte agricola. A conferma che delegare a soggetti intermediari la trattativa sul prezzo del pomodoro non sempre porta a risultati vantaggiosi per i produttori”.

Mariangela Latella