RADICCHIO DI CHIOGGIA SOTT’ACQUA. RACCOLTO COMPROMESSO

La pioggia caduta tra venerdì 26 e domenica 28 luglio scorso ha provocato vasti allagamenti negli orti di Ca’ Lino/Isolaverde, un’area vasta centinaia di ettari. “I circa 140 mm caduti possono aver compromesso – afferma Giuseppe Boscolo Palo, amministratore unico del Mercato di Chioggia/Brondolo – la produzione del radicchio che sarebbe stata raccolta nel mese di settembre.

Le piantine trapiantate sono state letteralmente sommerse dall’acqua e si teme una volta riemerse che il caldo estivo le porti all’asfissia, visto che il terreno è e rimarrà impregnato d’acqua per diversi giorni. Questa situazione andrà a pregiudicare il regolare trapianto delle varietà tardive. Ovviamente anche le altre produzioni, come ad esempio le carote seminate a giugno e le patate ancora da raccogliere, corrono gli stessi rischi”.

“Aldilà del fatto contingente – precisa Boscolo Palo – il problema dello scolo delle acque in questa vasta area è strutturale e lo avevo segnalato al Consorzio di Bonifica Delta Po a febbraio di quest’anno a seguito dell’evento atmosferico del settembre 2018 che aveva causato anche allora allagamenti e perdite di prodotto. In quel caso il Consorzio di Bonifica aveva rilevato che la mancata manutenzione dei fossi dei terreni di proprietà privata era stata una delle cause, sostenendo che la rete di scolo consortile risultava ottimamente idonea per garantire il deflusso delle acque anche in caso di eventi meteorologici di severa entità”.

“La mia missiva al Consorzio di Bonifica – sottolinea Boscolo Palo – aveva voluto evidenziare che le criticità e le inadeguatezze della rete di scolo consortile sono sempre esistite, prova ne sia che molti anni fa era stato posizionato un tubo sotto la strada arginale del Brenta per permettere ad una pompa di smaltire l’acqua in eccesso. Questo intervento, come le tombinature sotto le rampe di accesso alle capezzagne che dall’argine si diramano verso gli orti, è stato rimosso alcuni anni fa quando sono stati eseguiti i lavori del rialzamento dell’argine. È evidente che bisogna intervenire attraverso un progetto complessivo che metta in sicurezza tutto il territorio orticolo”.