MESSAGGIO DA ASIA FRUIT LOGISTICA. SERVONO I MINISTRI PER SPEZZARE LE BARRIERE

Un primo giorno superiore alle aspettative ad Asia Fruit Logistica, in corso a Hong Kong da oggi a venerdì 6 settembre. Buona la presenza di visitatori, per taluni operatori italiani persino superiore a quella dello scorso anno. L’importanza del mercato di Hong Kong e in generale di quello asiatico, l’importanza di esserci, hanno nettamente prevalso sulle preoccupazioni della vigilia sulla sicurezza. Qualcuno preannuncia un altro fine settimana di tensione, che potrebbe coinvolgere i treni urbani e l’aeroporto internazionale, ma per chi lascerà la città entro venerdì notte non dovrebbero esserci disagi e tantomeno rischi.
L’affluenza di buyer è stata notevole fin da metà mattina e le aziende italiane presenti hanno segnalato pochissime defezioni negli incontri che avevano programmato in anticipo. Nel grande stand organizzato da CSO Italy sotto l’ombrello del progetto europeo The European Art of Taste, così come in quelli delle mele del Trentino Alto Adige, della collettiva gestita dall’ufficio milanese di Fruit Logistica, di Italia Ortofrutta Unione Nazionale, di Unitec non abbiamo riscontrato voci negative. La prudenza degli organizzatori, almeno in questa prima giornata, ha lasciato il posto all’ottimismo.
Le circa 50 aziende italiane presenti hanno ricevuto la visita del console generale d’Italia ad Hong Kong Clemente Contestabile, che ha esternato a tutti l’impegno della diplomazia a sostegno dell’apertura dei mercati asiatici protetti da barriere fitosanitarie, una ‘battaglia’ cruciale per l’export ortofrutticolo italiano che è certamente in ritardo non solo sulla Cina ma anche su mercati come Indonesia, Malesia, Singapore, Taiwan, Vietnam e Tailandia.
C’è tantissimo da fare in questa direzione, come conferma Simona Rubbi, responsabile delle relazioni internazionali di CSO Italy, in prima linea sul fronte dei dossier. Il CSO ha chiesto al console di fare la sua parte per il coinvolgimento delle istituzioni ai livelli più alti, a cominciare dal ministro all’Agricoltura che verrà. Incontri bilaterali a livello di ministri sarebbero fondamentali per accelerare il superamento delle barriere nel continente che si sta profilando come il mercato più importante del presente e del prossimo futuro, stante soprattutto l’embargo russo. Il console pare si sia detto d’accordo.
Sulle mele italiane c’è un progressivo interesse nel Far East, la Cina è aperta al kiwi e alle arance ma non basta. Vi esportiamo soprattutto kiwi, che tuttavia non è certo il prodotto leader dell’import ortofrutticolo cinese, superato da arance (ne abbiamo esportate poche a titolo si può dire sperimentale nell’ultima campagna e bisogna migliorare la logistica per esportarne per davvero) e superato anche da uva da tavola e ciliegie, i cui dossier sono tanto indietro da non essere nemmeno partiti.
L’Asia intanto, al di là dei mal di pancia dei giovani di Hong Kong, continua a crescere ed è già il nuovo baricentro del mondo. Siamo in ritardo sui Paesi competitor. Dobbiamo recuperare. Quella per l’Asia è l’unica vera strada per salvare l’export ortofrutticolo italiano.
Antonio Felice
Hong Kong

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