TERESA BELLANOVA È IL NUOVO MINISTRO DELL’AGRICOLTURA

Il nuovo ministro delle Politiche Agricole è una donna. Non è Simona Caselli, per cui in molti facevano il tifo nel settore, nemmeno il sottosegretario al Mipaaft Alessandra Pesce, su cui qualcuno aveva puntato, né Anna Ascani, del PD, bruciata al fotofinish. Al dicastero dell’Agricoltura sale invece Teresa Bellanova (nella foto), a sua volta del Partito Democratico, appartenente all’area renziana. Classe 1958, 61 anni appena compiuti, Bellanova è pugliese di Ceglie Messapica (Brindisi). È stata viceministro dello Sviluppo economico nei governi Gentiloni e Renzi. Nel 2014 è nominata sottosegretaria al Lavoro del Governo Renzi.

Ha iniziato giovanissima come sindacalista della Cgil in Puglia ed è stata in prima linea nella lotta al caporalato. Il percorso nel sindacato l’ha portata a ricoprire diverse funzioni: coordinatrice regionale delle donne di Federbraccianti in Puglia, segretaria generale provinciale della Flai (la Federazione dei lavoratori dell’agroindustria), componente della segreteria nazionale della Filtea, con delega alle politiche per il Mezzogiorno. Nel 2006 si è candidata alle elezioni politiche per i Democratici di Sinistra e, una volta eletta alla Camera, ha assunto l’incarico di componente della commissione Lavoro. Nel 2018 è eletta senatrice per il Pd nella circoscrizione Emilia-Romagna.

Recentemente, in un’intervista Bellanova aveva sottolineato la propria attenzione verso le piccole e medie imprese. “Conosco bene il rischio di una sofferenza forte delle piccole e piccolissime aziende, soprattutto, strozzate dalla concorrenza delle grandi e dall’imperio della grande distribuzione” dichiarava qualche mese fa il neoministro, all’epoca all’opposizione, al Mattino. “Come so quanto nella catena del valore le contraddizioni si scarichino innanzitutto sugli anelli deboli, lavoratori e piccolissime imprese. Per questo bisogna lavorare ancora tanto. Per contrastare le pratiche sleali e vietare, ad esempio, le aste al doppio ribasso”.

Da sottolineare inoltre che con il nuovo Governo il ministero delle Politiche Agricole “perde” il turismo che torna assieme al ministero dei Beni Culturali, dove torna Dario Franceschini.