CIMICE ASIATICA. SIMONA CASELLI: ECCO COSA STIAMO FACENDO

Vedrà la luce tra un mese il bando della Regione Emilia-Romagna sui GOI, i Gruppi Operativi per l’Innovazione, interamente dedicato alla ricerca per contrastare la cimice asiatica. In attesa dell’approvazione del piano nazionale, prevista per il 10 ottobre, l’Emilia-Romagna ha, inoltre, appena lanciato i risultati di una prima ricerca su questo parassita, svoltasi nel quadro dei precedenti bandi dei gruppi operativi lanciati nel 2016 con la partecipazione di Agrintesa. Ne abbiamo parlato con Simona Caselli, assessora all’Agricoltura.

– Assessora Caselli, quali sono gli ultimi sviluppi in tema di cimice asiatica?
“Ci stiamo muovendo su tre fronti: nazionale, europeo come Areflh, e regionale come l’assessorato all’Agricoltura dell’Emilia- Romagna”.

– Che cosa si muove a livello nazionale?
“Il piano nazionale di prossima approvazione contiene tutte le richieste dell’Emilia-Romagna fatte al governo con il documento strategico regionale del 2 agosto. In questi ultimi giorni stiamo cercando, con le altre regioni di riempire le parti mancanti. Bisogna che lo Stato si faccia carico di questo problema che è nazionale. Mi risulta che la cimice asiatica sia stata vista anche nell’Agro Pontino ed in Campania e non c’è tempo da perdere. Al governo chiediamo innanzitutto indennizzi per gli agricoltori. Una strada c’è ed è la legge 102 anche se è ardua. Per praticarla serve una delega parlamentare per le assicurazioni anche perché la cimice non è assicurabile. Mi risulta che comunque i parlamentari si siano già messi d’accordo per farla con una risoluzione di ieri (3 ottobre). Il problema ovviamente saranno i soldi perché stimiamo che il danno possa arrivare, a bocce ferme, ad una cifra astronomica. Lunedì ho una riunione in prefettura a Bologna dove reitererò attraverso il prefetto la sollecitazione ai ministeri competenti come quello dell’economia e delle finanze, perché serve una misura nella prossima legge finanziaria, e anche quello del lavoro”.

– Un aggiornamento sulla misura dei danni causati da questo parassita?
“L’ammontare complessivo lo potremo avere a novembre quando sparirà per via del freddo. Fino ad ora sappiamo che, solo nel Nord Italia ha mietuto danni per 350 milioni di euro per le sole colture di pesche e pere di cui solo in Emilia-Romagna sono 250 milioni. Ma siccome questo parassita è polifago, aspettiamo che la situazione sia ancora più grave quando avremo le stime anche per soia, sorgo, mais, uve da vino e mele di cui ancora mancano i dati”.

– Quali le iniziative su scala regionale?
“Quello che serve nell’immediato è bloccare la morte finanziaria delle aziende. Abbiamo fatto un bando per le banche al fine di rinviare le scadenze bancarie e poi stanzieremo 1,5 milioni di euro nel prossimo bilancio preventivo della regione per trasformare, con una modifica di legge regionale, i finanziamenti a breve e a medio termine. La legge precedente prevedeva che era possibile farlo solo per gli investimenti e noi la estenderemo anche  ai finanziamenti in conto interessi. E poi adesso stanno per uscire i nuovi bandi GOI”.

– Di che si tratta?
“Abbiamo ancora nove milioni a disposizione in questo filone di spesa. Penso che, per il momento, uno possa essere sufficiente per affrontare il problema della cimice asiatica sul fronte della ricerca. Lanceremo i bandi in un mese”.

– Negli ultimi bandi Goi questo parassita è già stato oggetto di studi. A quali risultati si è arrivati?
“Nei giorni scorsi abbiamo lanciato a Ravenna e Modena un insetto antagonista della cimice asiatica. È autoctono dell’Emilia-Romagna, l’Anastatus bifasciatus, e dai test effettuati ha dimostrato di riuscire ad abbattere la presenza delle uova del parassita anche del 35%. Il risultato è buono sicché pensiamo che insieme alla vespa samurai, possa rappresentare un elemento per un’azione di contrasto importante”.

– Su scala europea la questione è stata presa in esame dai nuovi vertici comunitari?
“C’è stato un incontro tecnico in Commissione Europea, nell’ambito del settore Ortofrutta proprio negli scorsi giorni ed al quale ho partecipato come presidente di Areflh”.

– Cosa è emerso?
“È stato un incontro positivo e finalizzato a capire come darci una mano in concreto. Avevamo già presentato dei dati nei mesi scorsi e abbiamo trovato la Commissione bene informata del problema. Chiederemo una modifica del regolamento UE per evitare che le OP colpite rischino di perdere il riconoscimento. Quelle della pera sono maggiormente a rischio. Invocheremo inoltre il sostegno dell’articolo 221 del Regolamento che serve proprio per aiutare le imprese nel casi estremi. La questione cimice asiatica è stata anche messa all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri europei del prossimo 14 ottobre. Nel frattempo cercheremo di dare un supporto tecnico fornendo ulteriori dati che aiutino a sostenere le proposte che dovranno essere portate avanti in quella sede. È confortante il fatto che i contenuti del piano strategico dell’Emilia-Romagna del 2 agosto scorso sia stato accolto non solo a livello nazionale ma anche per le ipotesi che si stanno discutendo in sede comunitaria”.

Mariangela Latella