IL GRANDE VIAGGIO DI CONAD FA TAPPA TRA I VIGNETI TARANTINI

E’ Taranto la prima tappa autunnale del Grande Viaggio Insieme 2019 di Conad.

Da sempre tristemente associata al polo siderurgico, la città pugliese vanta un hinterland dalla forte connotazione agricola, con circa il 20% degli occupati impiegato in agricoltura.

Il Grande Viaggio di Conad tra le filiere si ferma nel capoluogo ionico dal 3 al 5 ottobre e incontra i protagonisti del territorio, per presentare due indagini dell’istituto di ricerca Aaster. Due i focus delle ricerche: la filiera dell’uva da tavola, che ha qui uno dei suoi principali luoghi di produzione, e la città pugliese, alla ricerca di un’identità oltre l’Ilva. Temi che si intrecciano tra loro, perché porre le basi per la valorizzazione dell’agroalimentare ionico può diventare parte del progetto di rinascita della città.

Lo sviluppo e il potenziamento delle filiere agroalimentari, uva in primis, legate al territorio può diventare dunque uno degli asset di sviluppo dell’economia locale e dell’area ionica, assieme a turismo e cultura, se gli attori sapranno valorizzare adeguatamente il comparto, creare sinergie e sfruttare le opportunità offerte dalle infrastrutture esistenti, porto in primis.

L’11,4% dell’uva da tavola che viaggia nel mondo è italiana, il nostro è il secondo Paese esportatore dopo il Cile, davanti a Usa e Sudafrica. L’uva è uno degli ambasciatori dell’agroalimentare made in Italy, il secondo prodotto ortofrutticolo più esportato dopo le mele: nel 2018 sono stati raccolti 1,06 milioni di tonnellate di grappoli, coltivati su una superficie agricola di 46mila ettari, per un valore che oscilla tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro di euro, di cui circa il 45% destinato ai mercati esteri.

La Puglia – più precisamente le province di Taranto, Bari e Barletta-Andria-Trani – si trova il cuore produttivo del comparto. Dalla regione proviene il 60% della produzione nazionale (la Sicilia è seconda con il 35%), e nonostante il calo della produzione del 30% avvertito negli ultimi dieci anni, l’area vanta tassi di resa soddisfacenti, con punte di 300 quintali per ettaro a Taranto.

“Questa tappa del Grande Viaggio Insieme ci mostra con grande evidenza le vere urgenze del Paese: se vogliamo far ripartire l’Italia dobbiamo far ripartire il Sud. E possiamo farlo – dobbiamo – mettendo a frutto il patrimonio di ricchezze e di competenze che troppo a lungo sono state trascurate. Taranto, per decenni intrappolata in una visione di sviluppo concentrata esclusivamente sulle politiche industriali, è l’emblema di un Meridione che ha tanto da dare al Paese”, ha spiegato l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. “La città e tutta l’area jonica hanno bisogno di riprogrammarsi puntando sui veri punti di forza: i giovani, le tradizioni, le bellezze artistiche e il patrimonio culturale, e le eccellenze agroalimentari, di cui l’uva tavola rappresenta una delle punte di diamante. Riuscirci non è semplice: va riconsiderata l’organizzazione delle filiere, superate le divisioni e create sinergie tra coltivatori e produttori, progettate piattaforme per la commercializzazione. Prima ancora, bisogna intervenire sul gap infrastrutturale che oggi costituisce il principale freno allo sviluppo del Meridione”, conclude l’ad.