CIMICE E DAZI, L’ITALIA CHIEDE SOLUZIONI URGENTI ALL’UE

Danni al settore agricolo italiano provocati dalla diffusione della cimice asiatica e danni all’agroalimentare italiano derivanti dai dazi: questi, tra gli altri, i temi che su proposta italiana sono stati discussi nel Consiglio dei Ministri Agricoltura e Pesca riunito a Lussemburgo a cui ha particpato il sottosegretario al Mipaaf Giuseppe L’Abbate (nella foto, durante la seduta in Consiglio).

La cimice asiatica, è stato ribadito, ha colpito soprattutto le Regioni del Nord Italia, in particolare i frutteti, che hanno registrato ingenti perdite produttive per mancata raccolta. Si stimano complessivamente circa 500 milioni di euro di danni al settore ortofrutticolo, tra mancati redditi e danni indiretti.

Dinanzi a questa situazione e considerato l’importante ruolo che possono svolgere le Organizzazioni dei produttori, l’Italia ha chiesto alla Commissione di valutare con urgenza ogni possibile soluzione. In particolare, nell’ambito del regolamento dell’OCM n. 130872013, per garantire alle Organizzazioni dei produttori la necessaria flessibilità per adattare gli strumenti disponibili e salvaguardare al meglio le relative risorse finanziarie nei programmi operativi.

In risposta alle richieste italiane, il Commissario Hogan ha assicurato la piena disponibilità della Commissione a valutare le richieste che saranno presentate nel quadro dell’Organizzazione di mercato del settore ortofrutta.
Quando ai dazi USA, tema anche questo discusso su sollecitazione italiane, Hogan si è detto fiducioso per la ricerca di una soluzione negoziale, nonostante il limitato tempo a disposizione, anche perché nessuna delle parti avrebbe interesse ad avviare una guerra commerciale. Va in questa direzione, la proposta presentata dalla Commissione alla controparte USA nel luglio 2019.

Tuttavia, ove non fosse possibile raggiungere l’accordo, la Commissione è pronta ad attivare misure appropriate, per tutelare i prodotti di punta dell’agroalimentare europeo.