OP CAMPIDANESE, CENA DI SOLIDARIETÀ PER IL BURUNDI: “COSTRUIAMO UN PONTE CON L’ITALIA”

Per costruire un ponte di cooperazione Italia-Burundi l’Op Campidanese ci ha messo sette anni. Tutto è nato da un viaggio organizzato quasi per caso al seguito di una Onlus cagliaritana, I giardinieri di Sicomori. Un viaggio alla scoperta di una terra sfregiata a causa di miopi politiche dittatoriali, mutilata dall’analfabetismo e resa storpia dal colonialismo storico e, ai giorni d’oggi, da quello più ipocrita delle grandi multinazionali impegnate nella corsa all’accaparramento della terra (soprattutto da parte dei cinesi) e delle risorse minerarie di cui è ricco quel sottosuolo, come il cobalto.

Giunge quest’anno alla sesta edizione, la cena di solidarietà per il Burundi, in programma il prossimo 7 dicembre nella palestra comunale di San Nicolò d’Arcidano in provincia di Oristano. Un evento annuale che ha permesso ad una piccola comunità nella città di Bujumbura, di rialzarsi e camminare con i propri piedi.

“Con i proventi di queste cene – spiega Salvatore Lotta, che guida l’Op Campidanese – siamo riusciti ad acquistare circa due ettari di terreno con i quali i missionari saveriani, che vivono e lottano ogni giorno per restituire dignità alla vita di quella gente che ha un reddito procapite di 20 euro al mese, hanno potuto avviare all’attività agricola la popolazione locale. Sono società arcaiche e spesso coinvolte in lotte tribali che di fatto, decimano la popolazione di sesso maschile al punto che spesso le donne, pur essendo considerate sottomesse al marito e per cultura prive di ruolo sociale, devono farsi carico della gestone familiare. Solo a Bujumbura si sono circa 100mila orfani che, senza questi progetti di cooperazione non avrebbero nessuna speranza di futuro. L’associazione con la quale lavoriamo ne aiuta circa 5mila fornendo loro scuole, insegnanti, abiti e lavoro”.

Salvatore Lotta assieme ad un bambino del Burundi

In un luogo dove l’elemento principale e unico della dieta è la manioca, oggi nei due ettari di campi denominati Le Jardine des Reves’, si coltivano mais, banane, ortaggi. Tutti prodotti che hanno permesso di diversificare la dieta e creare anche un indotto commerciale e quindi posti di lavoro.

Il progetto a cui punta la cena di solidarietà di quest’anno, invece, è quello di avviare un allevamento di vacche che dà il seguito alla costruzione delle stalle avvenuta nel corso di quest’anno.

“Si può creare un ponte commerciale”

“Non è escluso che con il Burundi – precisa Lotta – possa instaurarsi un ponte commerciale vero e proprio con l’Italia. Loro hanno un clima tropicale che si presta a molte coltivazioni interessanti come ad esempio la frutta esotica. Ho proposto un interessamento anche al patron del Macfrut, Renzo Piraccini, che ha un occhio sempre molto attento all’Africa e crede nel suo potenziale. Ne stiamo parlando ma non è una cosa da fare in due giorni. A Natale andrò nel Paese africano per incontrare delle autorità locali e vedere quali sviluppi si possono iniziare a pianificare”.

La cena di solidarità dell’Op Campidanese è una delle attività sociali dell’azienda che destina ogni anno circa 70mila euro alla cooperazione perché, spiega Lotta: “bisogna restituire alla Terra quello che la Terra generosamente ci dà”.

Tra le altre iniziative che debuttano quest’anno c’è quella con la Lilt di Oristano che prevede la donazione di caschi chemioterapici che impediscono la perdita dei capelli alle donne che combattono contro il tumore. Sempre ad Oristano, nel centro antiviolenza sulle donne, Op Campidanese ha contribuito alla costruzione di una sala giochi per i bimbi che hanno vissuto esperienza familiari traumatizzanti predisponendo anche un percorso psico-pedagogico per superare le violenze a cui hanno assistito o direttamente subito.

I numeri della Op Campidanese: il fatturato cresce del 20%

Intanto l’azienda campidanese che lavora sul mercato con il marchio L’Orto di Eleonora, si appresta a chiudere il 2019, con un fatturato in crescita quasi del 20% arrivando a circa 27 milioni di euro di giro d’affari.

Dopo avere lanciato (col botto) l’anguria midi nera senza semi ‘Eleonora’, adesso sta spingendo molto sul carciofo ed in particolare sul pomodoro Camone.

“Il 2019 è caratterizzato da un nuovo ingresso siciliano nell’Op – afferma Lotta -, grazie all’adesione dell’azienda di Pachino, Ortaggio d’oro con la quale potremmo anche valutare di entrare nella produzione di frutta esotica made in Italy ed in particolare di mango. Ci aspettiamo una campagna positiva. Abbiamo già iniziato la raccolta dei carciofi e quest’anno prevediamo di raddoppiare i volumi del pomodoro Camone con gli areali di coltivazione che sono passati, in un anno, da 10 a 20 ettari”.

Mariangela Latella