CASO BIO-ON, ZEROPACK VA DIRITTA PER LA SUA STRADA. PRODOTTO ESTRANEO ALL’INCHIESTA

Il progetto delle bio-plastiche sviluppato da Zeropack SpA va avanti, diritto per la sua strada. Il materiale prodotto è ottimo, è stato spiegato a Fruit Attraction a Madrid, e segna una grande svolta negli imballaggi per l’ortofrutta e non può essere fermato dall’inchiesta che ha coinvolto la società Bio-on, socia al 50% di Zeropack, inchiesta che nulla a che fare con il prodotto di Zeropack ma con situazioni che coinvolgono aspetti finanziari esclusivi di Bio-on a cui Zeropack è completamente estranea, così come l’altro socio RK Zero.
A Madrid sono stati presentati i primi prototipi di imballaggio in PHA che potrebbero già entrare, con modifiche minime, nella produzione industriale. Il nuovo prodotto permette di creare imballaggi che dopo l’uso possono essere gettati nell’umido.
Il “caso Bio-on” è emerso il 23 ottobre, proprio alla vigilia della presentazione madrilena, quando il comando della Guardia di Finanza di Bologna, dando seguito all’inchiesta denominata “Plastic Bubbles” della Procura della stessa città, ha eseguito tre misure cautelari nei confronti di altrettanti manager della società che dal 2014 è quotata al listino AIM di Borsa Italiana, dedicato alle piccole e medie imprese (leggi news). Due i reati a loro contestati: “false comunicazioni sociali delle società quotate” e “manipolazione del mercato”. Sempre mercoledì scorso le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro di beni per 150 milioni di euro, pari al valore del profitto dei presunti reati, e realizzato numerose perquisizioni in Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio. Nove le persone che risultano indagate fra amministratori, sindaci, direttore finanziario e revisore. Nel frattempo, le azioni della società sono state sospese dalle negoziazioni a tempo indeterminato.