VERNOCCHI E SALVI CHIEDONO UN TAVOLO DI CRISI AL MINISTERO

L’ortofrutta italiana è sempre più in emergenza tra danni da cimice asiatica e crisi generalizzata. Una situazione ormai drammatica che fa salire sempre di più la preoccupazione all’interno del mondo delle imprese e della cooperazione, che chiedono a gran voce un tavolo di crisi del settore al ministero delle Politiche agricole.

Cimice asiatica, i danni salgono a 588 milioni di euro

In un’intervista al Sole 24 Ore Davide Vernocchi, coordinatore per il settore ortofrutticolo dell’Alleanza Cooperative italiane, aggiorna i dati dei danni causati dalla cimice. Il calcolo ufficiale parla di 588 milioni di euro di danni nel 2019 con oltre 500mila giornate lavorative perse. Finora i dati parlavano di 300 milioni. Il Governo finora ha stanziato appena 80 milioni di euro, tra l’altro spalmati su tre anni, per fronteggiare l’emergenza.

Vernocchi al Sole afferma che il Mipaaf dovrebbe mettere in campo più risorse e arrivare al 50% o quasi delle nuova cifra calcolata, che sfiora i 600 milioni di euro. “Ci sono diverse aziende – racconta Vernocchi al quotidiano economico – che si sono viste revocare i mutui in essere. La ministra Teresa Bellanova ci aveva promesso sia la creazione di un fondo di garanzia, sia la sospensione dei contributi. Ma nulla di tutto questo è mai arrivato”.

Vernocchi ha annunciato di voler inviare una lettera a Bellanova in cui chiederà tra l’altro l’immediata convocazione di un tavolo di crisi per il settore, “perché se lo si considera strategico per la produzione e per l’occupazione in Italia, allora non c’è più tempo da perdere. I dati ci dicono che tra il 5 e il 10% della superficie frutticola è stata abbattuta, dopo il deludente raccolto del 2019: si tratta di una percentuale significativa”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il parere di Marco Salvi, presidente di Fruitimprese, che, in un’intervista rilasciata al Resto del Carlino a Lorenzo Frassoldati, direttore del Corriere Ortofrutticolo, torna a sottolineare i dati sempre più preoccupanti della bilancia commerciale, positivo di appena 86 milioni di euro nel terzo trimestre 2019 (-83,6% sul settembre 2018), a cui si aggiungono i cali delle esportazioni. “Le quantità importate superano quelle esportate e il saldo attivo della bilancia continua a peggiorare di trimestre in trimestre – sottolinea Salvi sul Carlino. Il comparto continua a perdere valore e quote di mercato all’estero che comporta una riduzione delle superfici investite nel nostro Paese”.

Sull’export, Salvi, pur precisando come si sia perso troppo tempo finora, afferma che “non è tardi per invertire la rotta. È necessario aprire nuovi mercati utilizzando ogni risorsa politica e diplomatica”. Condivide con Vernocchi la necessità di aprire al più presto un tavolo di crisi del settore al Ministero. “Imprese private e cooperative devono lavorare insieme per dare un futuro al settore”. Ma ora è la politica che deve fare la sua parte con i fatti.