IL SIVAL PENSA IN GRANDE, DUPONT: “ECCO IL PIANO PER DECOLLARE”

Grandi progetti per il Sival, la fiera agricola di Angers che ha inaugurato il 14 gennaio scorso la sua trentaquattresima edizione annunciando un piano industriale attualmente allo studio e pronto a decollare nei prossimi cinque anni.

Molto dipenderà dall’esito delle elezioni amministrative che si terranno quest’ano e dalla eventuale riconferma dell’attuale sindaco di Angers, Christophe Béchu, che è anche il presidente di Destination Angers, la società pubblica a responsabilità limitata proprietaria anche della fiera.

Intanto il Sival già da quest’anno registra importanti dati di crescita con un aumento della superficie espositiva di 4mila mq e un incremento del 15% dei visitatori che quest’anno sono stati circa 25mila.

“L’obiettivo – ci spiega Bruno Dupont, presidente della fiera – è quello di mettere in piedi un piano congiunto con le varie istituzioni della regione per fare di Angers la capitale agricola e turistica indiscussa della Francia ma dobbiamo essere molto cauti anche per via del rinnovo delle cariche pubbliche locali che avverrà con le elezioni amministrative di quest’anno”. 

Uno dei punti deboli di questo piano è legato alla scarsa connettività della città dal momento che Angers – che pure è un importante polo produttivo agricolo – non ha un hub logistico a disposizione.

In questo senso si sta spingendo sull’implementazione dell’aeroporto regionale di Angers, molto piccolo e attualmente in fase di sviluppo grazie all’ingresso come concessionaria della società Edeis, che è il terzo più grande gruppo aeroportuale francese subentrato a Keolis nel 2018 proprio con l’obiettivo di aumentare le rotte commerciali come già sta facendo negli altri aeroporti regionali francesi che ha in gestione come Vannes, Angolàme, Tarbes, Tours, Nomes, Bourges.

Il piano sembrerebbe avere tutte le carte per decollare anche grazie al fatto che il presidente francese Macron ha stoppato il rilancio dell’altro aeroporto del nord est della Francia, Notre Dame des Landes, per il quale era stato varato un piano infrastrutturale nazionale di 35 anni, bloccato praticamente a pochi anni dall’inizio dei lavori.

“L’aumento della superficie espositiva – ha precisato Dupont – realizzato per questa edizione, è solo il primo degli step in programma. L’obiettivo è mettere insieme un piano di investimenti pubblico-privati che prevede il rinnovo completo del quartiere fieristico che potrebbe partire entro i prossimi cinque o sei anni”.

Due sono i punti di vantaggio che giocano a favore di questo progetto. Il primo il fatto che Angers ospiterà nel 2022 l’IHC, ossia l’International Horticoltural Congress per il quale sono attesi circa 3mila visitatori.

Il Congresso sarà gestito dalla stessa società che possiede il Sival, ossia Destination Angers, che è partecipata, fra gli altri, dal Comune e dalla regione Paises de la Loire, con capitale totalmente pubblico.

L’evento farebbe da leva per il lancio delle prime opere che potrebbero essere ulteriormente implementate anche grazie ai fari finanziari accesi su Parigi che sarà la città che ospiterà le olimpiadi del 2024.

Quella di quest’anno, è stata un’edizione affollata come non mai, con particolare attenzione sull’agricoltura 4.0, macchine elettriche, soluzioni tecnologiche di precision farming e vertical farming.

“Per rendere il trade show maggiormente attrattivo – precisa Dupont – stiamo cercando di giocare di anticipo sui temi agricoli dell’immediato futuro. Fare in modo cioè di fornire delle risposte agli attori del settore, prima ancora che si pongano le domande. Per questo, quest’anno abbiamo coinvolto un gruppo di giornalisti internazionali per la realizzazione di un convegno dedicato al tema del cambio climatico su scala globale per le cui sfideo non vogliamo farci trovare impreparati”.

Con questo grande rilancio, si allenta la competizione con l’altra fiera agricola francese, il Medfel di Perpignan, dedicata alle produzioni del sud e in particolare alla programmazione della stagione estiva che sta pedendo colpi di anno in anno.

Non ci sono all’ordine del giorno progetti di partnership tra le due fiere – afferma Dupont – anche perché quella di  Perpignan non è autonoma dal punto di vista finanziario perché dipende dai sovvenzionamenti pubblici. Credo che il Medfel stia andando verso la direzione di una specializzazione di fiera di esperti, produttori specializzati e incontri di alto livello”.

Mariangela Latella