IL RUOLO DELL’INTERPROFESSIONE IN ITALIA: BATTELLI REPLICA A GIACOMINI

Ieri abbiamo pubblicato sul nostro sito e nella newsletter quotidiana il commento del professor Corrado Giacomini, che si domandava il ruolo, la presenza e in sostanza l’utilità dell’Organizzazione Interprofessionale oltre a quella dei “Tavoli” ministeriali (leggi news).

Non si è fatta attendere al riguardo la replica di Nazario Battelli, presidente di Ortofrutta Italia, Organizzazione interprofessionale. Qui sotto riportiamo il testo integrale della lettera.

C’è sicuramente un fondo di verità nell’analisi che il Professor Giacomini ha pubblicato ieri sul Corriere Ortofrutticolo e voglio solo estrapolarne lo spirito di stimolo alla filiera sulle tematiche interprofessionali, ma per evitare qualsiasi strumentalità giornalistica invito i lettori, il Direttore e lo stesso Giacomini a rileggersi la mia nota di risposta (che allego qui) ad un precedente tentativo di confronto fra “i siti di Interfel e di Ortofrutta Italia” in cui, con un po’ più di timidezza di oggi, il Professore ne irrideva le macroscopiche differenze.

Inoltre, faccio appello all’onestà intellettuale di chi legge, chiarendo che il sottoscritto non è stato invitato a dibattere delle questioni ortofrutticole nazionali né nell’occasione citata da Giacomini (che è stato comunque incaricato dagli organizzatori per trarne le conclusioni e, presumo, conoscesse la scaletta e chi fossero i relatori) né nelle passate edizioni. Probabilmente le mie consolidate tesi sul valore prima culturale e poi economico delle opportunità che potrebbero essere offerte dagli strumenti interprofessionali non sono neanche nell’agenda degli organizzatori così come, probabilmente, è meno scenografico approfondire le argomentazioni di una visione che fa perno su possibili azioni collettive, precompetitive, di pubblica utilità e volutamente generiche e che, questo è vero, non appartiene certo alla maggioranza dei soliti noti interlocutori.

Un’ultima considerazione: non sarà che, esaurite per sopraggiunta inefficacia le trite e ritrite teorie vecchie di vent’anni e resisi conto che il nostro settore non si può più permettere le serate di gala, adesso si punta il dito verso quella cosa che, senza un euro, né di fondi pubblici né tantomeno degli agricoltori, fa girare l’unico tentativo in Italia di promozione generica di prodotto, proponendo ai consumatori, con una forte caratterizzazione dell’origine e della stagionalità, in alcune migliaia di punti vendita della distribuzione italiana una dozzina delle principali referenze ortofrutticole nazionali?