DA GENOVA A BERLINO: LA MINISTRA BELLANOVA MISURERÀ LA FEBBRE ALL’ORTOFRUTTA

E’ stata davvero una grande edizione dei Protagonisti, l’ottava, che ha trasformato Genova nella capitale dell’ortofrutta italiana. Splendide le location (la storica Borsa merci e l’ancor più splendido Palazzo Ducale), appassionante il testa-a-testa tra Gianmarco Guernelli e Patrizio Neri per l’Oscar dell’ortofrutta 2020, di livello la tavola rotonda del pomeriggio (aperta da Claudio Scalise e chiusa da Corrado Giacomini) con tutta la filiera rappresentata. Assolutamente preziosa la collaborazione alla riuscita dell’evento da parte del partner territoriale SGM (la società che gestisce il Mercato di Bolzaneto) e delle Istituzioni della Liguria (Regione, Comune di Genova, Camera di commercio e Confcommercio). Ancora una volta l’evento dei Protagonisti dell’ortofrutta dimostra che l’ortofrutta è un comparto vivo e vitale, che le energie ci sono, i buoni progetti pure, la voglia di innovare anche. Tutti i Protagonisti adesso sono riuniti anche in una pubblicazione speciale, presentata a Genova, che racconta le loro storie, tante storie di imprese vincenti: il vero salotto buono dell’ortofrutta italiana. Perché il Corriere Ortofrutticolo, da quando è nato, nel lontano 1965, è sempre stato dalla parte di chi produce e commercializza ortofrutta, dalla parte del sistema Italia. Non ci nascondiamo le criticità, i tanti problemi, le tantissime occasioni perse, però siamo convinti che questo sistema vada comunque difeso e valorizzato, stimolato e spronato a migliorare. E soprattutto raccontato, comunicato, fatto capire, con i suoi uomini e i suoi prodotti, a tutti i livelli, dalla sfera politica e istituzionale fino all’ultimo dei fruttivendoli.

Quando iniziammo questa avventura in Valpolicella tanti anni fa sapevamo che c’era un rischio: che i Protagonisti, una volta esaurite le grandi imprese, i gruppi più forti anche nel fatturato, venissero a mancare. La grande, positiva sorpresa è stata che da un anno all’altro, da una storia di copertina ad un’altra, i Protagonisti si sono moltiplicati con uomini e donne di aziende giovani, anche medio-piccole, imprese in rosa, tanto Sud (anche quest’anno le imprese del Sud erano la metà del totale). Quasi sempre imprese famigliari, dai genitori ai figli e ai nipoti, come nella migliore tradizione italiana. In questo senso l’ortofrutta fa parte a pieno titolo di quello che si chiama “miracolo italiano”, un miracolo che si rinnova ogni giorno per merito di decine di migliaia di “eroi della quotidianità”, che aprono bottega e tengono in piedi questo Paese.

Il prossimo anno torneremo al Sud, in Puglia. Perché il Mezzogiorno, dopo le tre puntate di Matera, Caserta e Siracusa, dimostra di voler essere sempre più ‘protagonista’ non solo della produzione ma dell’innovazione in ortofrutta. Per questo ritorno al Sud, abbiamo in serbo alcune novità nel format dell’evento, a partire dall’attenzione verso i giovani e le donne.

Dai Protagonisti il passaggio, anche temporale, è brevissimo verso Berlino Fruit Logistica 2020, la grande piazza del commercio globale dell’ortofrutta. Leggo una bella notizia: che tra i finalisti dell’Innovation Award 2020, il premio all’innovazione di Fiera Berlino, c’è Violì, il progetto di eccellenza per il carciofo italiano di Apofruit, Cericola e La Mongolfiera. Incrociamo le dita e facciamo i nostri auguri a questo prodotto con l’auspicio che si ripeta lo straordinario successo italiano dell’anno corso con il premio finale vinto dal “Kiwi a polpa rossa Oriental Red®” di Jingold, il consorzio di Cesena il cui presidente Patrizio Neri era con noi a Genova e ha conteso fino all’ultimo l’Oscar a Gianmarco Guernelli. Prodotti unici, distintivi, controllati da noi, di nostra proprietà. E’ la strada maestra per rilanciare la nostra ortofrutta indicata da Claudio Scalise nel suo intervento a Genova (leggi news) . Serve una vera e propria rivoluzione nel settore con nuovi modelli di business se vogliamo dire ancora la nostra in un mercato sempre più globale.

A Berlino davanti al ministro Bellanova (finalmente un ministro della Repubblica a Fruit Logistica! Era ora) il sistema ortofrutta si confronterà chiedendo il sostegno di politica e istituzioni per arginare la caduta dell’export e non soccombere davanti ai nuovi obblighi burocratici legati alla sostenibilità (come da richieste ultimative della Gdo in termini di iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità). Soprattutto bisognerà far capire alla politica che la crisi dell’ortofrutta non ha minor valore sociale ed economico della crisi dell’Alitalia o dell’Ilva. Anzi, le conseguenze sono ancor più devastanti in termini sociali e di occupazione. Lo capiranno lorsignori? Il sistema ortofrutta chiede, ma il sistema deve anche guardare al proprio interno e interrogarsi sui propri limiti e carenze. La ‘ramanzina’ fatta a Genova dal prof. Corrado Giacomini (leggi news) coglie nel segno e invita tutti a riflettere.

Lorenzo Frassoldati

l.frassoldati@alice.it